“Sicurezza a rischio”: SiAmo Belluno chiede di riaccendere le notti

“Sicurezza a rischio”: SiAmo Belluno chiede di riaccendere le notti

Furti, quartieri al buio e una promessa non mantenuta. A quasi un anno dalla petizione “Riaccendiamo le notti di Belluno”, il laboratorio politico SiAmo Belluno torna a chiedere con forza la riaccensione dell’illuminazione pubblica notturna. Lo fa dopo l’ennesimo episodio di microcriminalità, avvenuto nel weekend a Nogarè, che segue quello di Cirvoi delle scorse settimane.

«Una città lasciata al buio è una città meno sicura», denuncia Biagio Giannone, portavoce del gruppo e candidato alle prossime elezioni regionali con Le Civiche Venete. La campagna, lanciata nell’autunno 2024, ha raccolto 731 firme consegnate all’amministrazione comunale. Da allora, banchetti e incontri pubblici hanno animato piazza dei Martiri e Cavarzano, con una richiesta semplice: riaccendere le luci di notte per restituire sicurezza, vivibilità e decoro urbano.

La petizione è stata discussa in Consiglio comunale a fine maggio. In quella sede, l’amministrazione aveva promesso l’avvio imminente del progetto di rinnovo dell’intero impianto di illuminazione pubblica, affidato a Edison Next. I lavori, secondo il cronoprogramma, dovevano partire a settembre e concludersi entro sei mesi. Ma ad oggi, nessun cantiere è stato aperto e in molti quartieri — da Nogarè a Baldenich, da Cavarzano a Castion — i lampioni restano spenti dopo le due di notte.

Nel frattempo, si moltiplicano i furti e i sopralluoghi notturni. «Il risparmio energetico è importante, ma non può andare a scapito della sicurezza», sottolinea Giannone, già assessore ai lavori pubblici. «In attesa del nuovo impianto LED, si sarebbe potuto riaccendere almeno parzialmente la rete attuale, soprattutto nelle zone più esposte».

SiAmo Belluno chiede ora tre interventi urgenti:

  • riaccensione immediata dell’illuminazione notturna nei quartieri residenziali e lungo le principali vie urbane;
  • comunicazione pubblica sullo stato del progetto LED, con tempi e modalità;
  • integrazione del nuovo impianto con un piano di videosorveglianza da concordare con la Prefettura.

«I furti di Nogarè e via Feltre non sono episodi isolati, ma il sintomo di una città che ha perso il presidio del territorio», conclude Giannone. «Riaccendere le luci non è solo un gesto tecnico: è un atto di responsabilità verso la comunità. Una città illuminata è una città viva, attenta, sicura. Noi continueremo a batterci perché Belluno torni ad esserlo».

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