Tra etica, Nazionale e inclusione: Drusciè, molto più che uno Sci Club

Tra etica, Nazionale e inclusione: Drusciè, molto più che uno Sci Club

 

Venticinque anni di storia, 440 associati, 171 podi totalizzati nella scorsa stagione, 36 tecnici tra attività agonistica e non, 10 eventi organizzati (compreso uno legato al golf, a cui partecipano le “leggende dello sport”). Ma anche tre atleti inseriti nelle squadre nazionali (Giulia Gaspari, Renè De Silvestro e Dominik Zuech). I numeri sono roboanti. Eppure, evidenziano solo in parte lo spessore di uno dei sodalizi più strutturati e meglio organizzati nel panorama degli sport invernali: lo Sci Club Drusciè, guidato da Flavio Alberti. 

Presidente, qual è la vostra missione? 
«A livello sportivo, vogliamo valorizzare l’intera squadra, attraverso la crescita di ogni singolo tesserato. In questo senso, ci rendono fieri quei giovani che, pur avendo meno qualità tecniche, riescono a esprimere un costante miglioramento. Poi c’è l’aspetto etico, con una carta redatta ad hoc e un codice rivolto agli atleti e ai genitori». 

Il risultato più significativo raggiunto finora? 
«Ci ha dato una particolare soddisfazione la prima vittoria in Coppa del Mondo di Renè De Silvestro, nel gigante di sci paralimpico. Da quando si è fatto male (è in sedia a rotella dal 2013, in seguito a un incidente sulla neve, ndr), abbiamo intrapreso un percorso di sensibilizzazione con i nostri associati. Percorso che ci ha portato ad acquistare la prima sedia finalizzata alla ripresa dell’attività agonistica. E a impostare un determinato tipo di lavoro». 

Avete pure un testimonial d’eccezione.
«Sì, è Emanuele Buzzi, atleta di Coppa del Mondo che vanta un sesto posto a Wengen. Rappresenta un esempio e un faro per i più giovani, grazie alle sue qualità morali: Buzzi è determinato, capace e caparbio. Insomma, una grande persona».  

Lo Sci Club Drusciè è diventato un caso di studio all’Università di Roma: come ci siete riusciti?  
«Al di fuori dello sci, sono un consulente interno delle aziende: in pratica mi occupo dell’allineamento strategico delle figure chiave, attraverso un metodo orientato a ridurre gli sprechi e a porre in evidenza le attività di valore all’interno dei processi. Lo stesso metodo è stato sperimentato pure nello sport. E ha spinto Carmine Foscolo a fare del nostro Sci Club un caso di studio».  

Obiettivi futuri? 
«Continuare a crescere, dare il necessario supporto ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, anche con l’acquisizione di nuovi sistemi tecnologici. E, nel prossimo triennio, riuscire a portare un paio di atleti in Nazionale». 

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