Riforma degli Istituti Tecnici, i docenti scrivono alla Regione: «Serve un rinvio»

Riforma degli Istituti Tecnici, i docenti scrivono alla Regione: «Serve un rinvio»

La Rete regionale dei Docenti degli Istituti Tecnici del Veneto ha scritto alla VI Commissione del Consiglio regionale chiedendo un’audizione urgente sulla riforma degli Istituti Tecnici prevista dal D.M. 29/2026. Una richiesta motivata da una serie di criticità che, secondo i docenti, rendono necessario un rinvio dell’avvio del nuovo ordinamento.

Il primo nodo riguarda la trasparenza verso studenti e famiglie. Le iscrizioni si sono concluse quando i nuovi quadri orari e gli ordinamenti non erano ancora stati pubblicati. Molti ragazzi hanno scelto il percorso scolastico sulla base delle informazioni disponibili durante gli orientamenti, senza poter conoscere nel dettaglio i cambiamenti introdotti dalla riforma. Una situazione che, secondo la Rete, rischia di creare disorientamento e scelte non pienamente consapevoli.

I docenti segnalano anche la riduzione e l’accorpamento di diverse discipline, l’anticipazione delle materie di indirizzo al primo anno e il superamento del tradizionale biennio comune. Modifiche che potrebbero avere ricadute sull’organizzazione delle scuole e sull’occupazione del personale, con effetti non ancora valutati in modo completo.

A preoccupare è inoltre l’incertezza normativa. Al 10 agosto, le Linee guida ministeriali non sono ancora state emanate, mentre le scuole si avvicinano all’avvio del nuovo ordinamento senza indicazioni operative chiare. Per la Rete, questo rende impossibile programmare attività, orari e organizzazione didattica.

Per queste ragioni i docenti chiedono alla Regione Veneto di farsi promotrice presso il Ministero di un rinvio della riforma, così da aprire un confronto con il mondo della scuola e introdurre eventuali correttivi. La richiesta si ispira anche alla scelta della Provincia autonoma di Trento, che ha già disposto un rinvio di un anno.

«Non siamo contrari al cambiamento» sottolineano i docenti, «ma chiediamo che una riforma così importante venga affrontata con tempi adeguati, informazioni trasparenti e un confronto reale con chi vive ogni giorno la scuola».

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