Bottacin e il bilancio dell’anno: emergenze e soldi in più dall’idroelettrico

Bottacin e il bilancio dell’anno: emergenze e soldi in più dall’idroelettrico

Un 2021 ad alta intensità. Ed un nuovo anno alle porte che porterà in dote buone notizie per il Bellunese. Bilancio di fine anno per l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, che questa mattina nella sede del genio civile di Belluno ha rendicontato 12 mesi di iniziative e lavori.

Covid, ma non solo. La pandemia ha naturalmente concentrato buona parte degli sforzi. «Sì, perché non c’è solo la parte medica, naturalmente fondamentale e che ringrazio – spiega Bottacin – ma anche tutto il lavoro dei volontari della Protezione civile. Nei covid point, nei controlli, ma anche, ad esempio, nella fornitura fisica dei medicinali». In totale la Protezione civile regionale ha fornito 110mila giornate/uomo nel corso dell’anno, ovvero oltre tremila ore di lavoro, garantite da migliaia di volontari (dei quali 1.085 quelli bellunesi). Ma poi c’è tutta l’enorme mole di lavoro “ordinario” per quanto riguarda la prevenzione dei dissesti idrogeologici. Sono circa 40 i milioni che ogni anno la Regione investe, a cui si aggiungono i vari interventi straordinari. Tra i quali quelli messi in campo per il post – Vaia. Oltre 2.200 i cantieri avviati negli ultimi due anni, dei quali 396 avviati nel 2021. Di questi, ben 254 hanno riguardato il Bellunese, per un totale di 173milioni di euro.

Dal punto di vista degli eventi meteo avversi l’anno che sta per chiudersi non ha fortunatamente visto emergenze eccezionali. Nonostante questo, elenca Bottacin, «La Regione ha dovuto dichiarare 13 volte lo stato di emergenza e che in 8 occasioni hanno avuto ricadute sul Bellunese».

Se questo è il presente, il prossimo futuro vedrà novità positive per il nostro territorio. «Innanzitutto – spiega l’assessore – fra due giorni i nostri laghi non si svuoteranno». Grazie al recentissimo accordo tra Regione e Autorità di bacino che prevede l’attuazione della direttiva europea sul deflusso minimo ecologico in maniera graduale. «E’ un accordo importantissimo – continua Bottacin – che permetterà di salvaguardare i nostri laghi e anche i fiumi. Si continuerà con la sperimentazione in atto da tempo, che ha permesso finora di far emergere alcune criticità. Per capire la portata di questo accordo, lo stesso ministero si è complimentato con noi, decidendo di proporlo alle altre Regioni». Inoltre, il patto firmato tra Veneto e Autorità di bacino porterà anche alla ridefinizione del bilancio idrico dei fiumi. «Tra i quali – ricorda Bottacin – pure quello del Piave, che non è mai stato in equilibrio, perché, ad esempio, per le concessioni idroelettriche ci si è sempre basati sui dati previsti negli anni ’50, conteggiando quindi anche il grande bacino del Vajont».

Il 2022 porterà in dote alla provincia anche un bel po’ di soldini. Dal 1° gennaio entrerà infatti in vigore la legge regionale sulle grandi concessioni idroelettriche, che recepisce l’emendamento alla legge nazionale introdotto da Giorgetti. Prevede che alla loro scadenza gli impianti vadano in mano alla Regione. Ma non solo. «Da subito – spiega Bottacin – i concessionari dovranno fornire gratuitamente ai territori dove insistono i loro impianti una quota di energia elettrica». Il Veneto, come le altre regioni del nord, ha previsto nella legge che questo quantitativo sia monetizzato. Risultato? «Nelle casse della Provincia di Belluno entrerà qualche milione di euro in più all’anno – conclude Bottacin – che potranno essere utilizzati nella sanità, nella scuola e nel sociale».

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