Dolomiti Bus taglia le corse domenicali per San Candido: “Giovani e futuro” chiede il dietrofront con una lettera inviata a Provincia e azienda di trasporto pubblico locale. L’associazione critica la scelta: anche perché, scrive il presidente Luca Frescura, non è l’unica penalizzante per il territorio comeliano.
Un esempio? La linea 34. «Vi presento un esempio pratico – scrive Frescura -. Un ragazzo che frequenta le scuole superiori a Santo Stefano di Cadore, con fine lezioni alle 13.50, e abita per esempio a Casada o Costalissoio, da oggi arriverà alla fermata “Campitello B. per Casada” alle 14.43, invece che alle14:06. È utile rimarcare che la distanza fra Santo Stefano e Casada è di circa 3 km. E all’andata partirà alle 6:42, invece che alle 7:22, per arrivare a Santo Stefano alle 7:28. Dovrà partire da casa, a circa 3km dalla scuola, oltre 1 ora prima dell’inizio delle lezioni.
«Tagliare le corse e modificare gli orari è certamente la strada più facile – continua Frescura – ma dietro i numeri, dietro le statistiche, ci sono persone in carne e ossa, cittadini che hanno il diritto di usufruire di un servizio essenziale. In questi anni ho ascoltato tante storie, storie di disagi reali: la persona malata che non ha potuto raggiungere l’ospedale per una corsa saltata, il nonno che non può più andare a trovare i suoi nipoti, il lavoratore costretto a cambiare orari o prendere permessi, lo studente lasciato in attesa sotto la pioggia o la neve per una coincidenza mancata. Per questo vi chiediamo di riconsiderare da subito le vostre decisioni, sia per quanto riguarda le linee già da voi in gestione, sia per la linea Santo Stefano – San Candido, tenendo in seria considerazione le istanze dell’utenza».