Strade sotto i riflettori della Filt Cgil: «La viabilità deve essere una risorsa non un problema»

Strade sotto i riflettori della Filt Cgil: «La viabilità deve essere una risorsa non un problema»

L’inverno è un po’ come il Natale: quando arriva arriva. E in provincia di Belluno non c’è modo di pensare che non arrivi. C’è modo però di pensare come gestirlo, a livello di viabilità. Perché non è il caso di dare troppo per scontate strade pulite, percorribili e in sicurezza. 

Ne sa qualcosa la Filt Cgil, da sempre in prima linea sui problemi che riguardano strade e trasporti. E sempre propositiva per cercare di risolvere le criticità. Che non mancano. «Manca invece un piano industriale» dice Alessandra Fontana, segretaria provinciale del sindacato.

In che senso?

«Nel senso che continuiamo a ragionare di viabilità come un problema da tamponare, come una questione di risorse da mettere. Invece la viabilità è fondamentale, tanto più in una realtà come la nostra, fatta di distanze, frazioni lontane dai centri di vallata, e territori vasti ma scarsamente abitati».

Lei lo dice da anni che bisogna cambiare prospettiva sulle strade.

«Deve essere così. Viabilità sono i nostri studenti assonnati al mattino, i nostri cari in ritardo che raggiungono i posti di lavoro, i nostri nonni che rivendicano ostinatamente la propria autonomia; viabilità sono i servizi che devono assicurare i diritti dei cittadini, le ambulanze, la polizia, i mezzi di soccorso; viabilità sono le merci che si spostano, necessariamente su gomma; viabilità sono i turisti che arriveranno; viabilità solo gli omini in arancione che giorno e notte si fanno custodi delle strade e della loro sicurezza. Viabilità sono i soldi che mancano agli enti locali per garantirci l’ossigeno».

Già, soldi che mancano. La Provincia si è vista azzerare dallo Stato i trasferimenti per la viabilità. Da 15 milioni a zero euro nel giro di qualche anno…

«Le strade però sono sempre le stesse».

Si pensava che la soluzione potesse essere l’ingresso di Anas in Veneto Strade…

«Un’operazione che all’inizio sembrava potersi concludere entro giugno 2018 e che stiamo ancora aspettando. Vedremo quando si concretizzerà. Certo è che ormai diamo per scontato il fatto che Anas entrerà in società come proprietario, non come gestore. Il modello, che funziona, è quello di Veneto Strade. La gestione deve rimanere identica a quella che c’è oggi. Perché ai cittadini e alle imprese non interessa niente chi mette i soldi e chi è proprietario dell’asfalto: hanno bisogno però di avere strade sicure e percorribili. Tra l’altro, già oggi abbiamo perso buona parte del controllo sulle strade».

Si spieghi.

«L’80% dei servizi è esternalizzato. Quindi, mentre si discute sulla proprietà e sui tecnicismi del futuro assetto societario, con l’esternalizzazione degli appalti abbiamo già vanificato le economie di scala e rischiamo di non avere più il gestore unico».

E la convenzione Provincia-Veneto Strade? Ancora una volta si naviga a vista, nell’attesa di Anas.

«Noi lo diciamo da anni che bisogna rendere strutturali le risorse per la viabilità provinciale. Qualcuno però si è fidato di alcune promesse mai mantenute…».

La riclassificazione delle strade arranca: ancora problemi per la viabilità bellunese

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