«Massaro ha perso tempo. Speriamo che adesso dia indicazioni precise per evitare il massimo ribasso». È Franco Roccon a tornare sulla questione degli appalti bellunesi affidati alla Provincia di Vicenza. Per il consigliere comunale di minoranza, la questione non funziona. E il fatto di aver consegnato alla stazione appaltante vicentina gli elenchi delle imprese bellunesi (come previsto dalla specificità, secondo la legge regionale 25 del 2014) non basta a mettere al riparo l’economia locale. Perché? Semplice: c’è il rischio del massimo ribasso.
«Apprendiamo con piacere che finalmente il sindaco Massaro, con 15 mesi di ritardo, si è accorto delle imprese bellunesi e dell’elenco detenuto dalla Provincia. Glielo abbiamo detto in tutte le salse, per quanto riguardava i progetti della rigenerazione urbana. La sua miopia e impreparazione ha fatto sì che tutte le gare siano peraltro uscite senza il coinvolgimento diretto delle imprese bellunesi e sette su otto con il massimo ribasso» attacca Roccon. «Adesso aspettiamo di vedere anche le tassative indicazioni alla stazione appaltante vicentina di non emettere bandi al massimo ribasso che pregiudicano, sempre, la qualità del lavoro e lo strozzinaggio delle offerte. Questo ritardo nel recepire le nostre indicazioni ha comunque fatto perdere l’opportunità a diverse imprese bellunesi di aggiudicarsi le gare della rigenerazione urbana il cui importo complessivo viaggiava sui 35 milioni di euro».





