Frane, piogge eccezionali e territori messi a dura prova: il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per Borca di Cadore e San Vito di Cadore, colpiti da eventi meteorologici straordinari tra giugno e luglio. Lo ha annunciato ieri (28 agosto) Palazzo Chigi, su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. Per far fronte alle esigenze più urgenti, è stato stanziato un primo fondo di 5,53 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Le risorse serviranno a sostenere gli interventi di messa in sicurezza e ripristino dopo le frane che si sono verificate tra il 15 giugno e il 13 luglio 2025, in particolare dal monte Antelao e da Croda Marcora.
Le reazioni
«Ancora una volta il Governo Meloni si è mostrato pronto nel raccogliere i problemi della montagna e nel proporre soluzioni rapide ed efficaci», commenta il senatore bellunese Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), presidente della IX Commissione del Senato. «Ringrazio il ministro Musumeci e tutto l’esecutivo per l’attenzione data ai territori montani».
Soddisfazione anche da parte del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «È un segnale importante di attenzione verso territori che hanno pagato un prezzo altissimo. La Regione è stata da subito impegnata nel monitoraggio e nel censimento dei danni. Resta però fondamentale investire nella prevenzione e nella messa in sicurezza dei nostri territori».
Massimo Bortoluzzi, consigliere delegato alla Protezione Civile della Provincia di Belluno, ha ricordato gli interventi già avviati: «A Cancia per il ripristino delle vasche di contenimento e dei sistemi di allarme, a San Vito con l’installazione del sistema di monitoraggio della frana in sinergia con ANAS e Prefettura. La fragilità della montagna ci impone di continuare a investire nella sicurezza del territorio».
(in foto la colata detritica che investì Borca di Cadore lo scorso 15 giugno)





