Uffici della Figc chiusi fino al 4 aprile: la ripresa dell’attività è un miraggio

 

Tutto chiuso: stadi, campi da gioco, tribune. E anche gli uffici della Figc: almeno fino al 4 aprile.

Il Coronavirus ha sgonfiato il pallone: definitivamente, almeno per l’annata 2019-2020?

In attesa di capire l’evoluzione della pandemia, si naviga a vista: «In relazione all’ordine di servizio emesso dalla Lega Nazionale Dilettanti - emerge dalla nota dei vertici del calcio veneto - e relativo alle misure di contenimento Covid-19, si comunica che gli uffici del Comitato regionale e di tutte le Delegazioni provinciali e periferiche saranno chiusi fino al 4 aprile 2020, salvo eventuali proroghe».

Per quanto riguarda la sede regionale, il presidente Ruzza e il segretario garantiranno i servizi essenziali: «Ogni ulteriore comunicazione in merito sarà resa nota attraverso i canali ufficiali».

 

L’Alpago dona i soldi delle multe all’ospedale: la solidarietà è gialloverde

 

Si spegne il calcio? E allora ad accendersi è la generosità. In casa Alpago, il vuoto dei campionati e delle partite è riempito da un’iniziativa solidaristica che merita di essere rimarcata. E portata alla luce.

«In questo momento così delicato e difficile - spiegano dalla società - vogliamo fare la nostra parte, dando una mano all’Ulss di Belluno ad affrontare l'emergenza sanitaria del Coronavirus». L'iniziativa è partita dai ragazzi della prima squadra, i quali hanno deciso di donare i soldi della "cassa multe" (2.000 euro) a sostegno dell’ospedale di Belluno e degli operatori, impegnati contro il Covid-19. Alla nobile causa hanno aderito pure i dirigenti con donazioni spontanee. E, in totale, la cifra raccolta ammonta già a 3.350 euro.

«È un gesto fatto con il cuore - proseguono i vertici societari - in un momento senza precedenti, in cui c’è tanto bisogno di solidarietà e aiuto reciproco. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di coinvolgere altre società a fare la stessa cosa. Se il calcio è al palo, noi non possiamo e non dobbiamo fermarci».

Insomma, poco importa se l’attività ufficiale in questa stagione non ripartirà: l’Alpago, il suo campionato, lo ha già vinto.

 

Solidarietà dal mondo del calcio: il Lentiai fa partire una raccolta fondi

Il calcio si ferma, la solidarietà no. A battere il calcio d’inizio è il Lentiai. La società ha raccolto una somma da devolvere in beneficenza all’ospedale di Feltre. Perché visto il momento e considerata la crisi sanitaria, anche un piccolo contributo diventa un grande aiuto.

Ma il Lentiai Calcio ha deciso di fare di più. Proprio in queste ore sta scrivendo agli sponsor, ai sostenitori e ai tifosi. Un messaggio semplice e chiaro: dateci una mano. C’è un conto corrente apposito su cui poter versare e contribuire. «Per facilitare le pratiche indichiamo l'Iban dal cui conto faremo il bonifico totale all ospedale indicando tutti coloro che hanno contribuito a raccogliere la somma - spiegano dall’Usd Lentiai -. Iban: IT52J0814005865000031158085. Diamo una mano senza dare la mano, siamo vicini ma stando lontani. Uniti ce la faremo».

 

 

Ponte nelle Alpi, un gol per le famiglie: restituita una parte della quota

 

Un gol per le famiglie. La società calcistica del Ponte nelle Alpi ha deciso di restituire alle mamme e ai papà dei tesserati, legati al settore giovanile, una parte di quota relativa al periodo di inattività.

Come annunciato con un video messaggio dal presidente Enrico Collarin (lo trovate sulla pagina Facebook della società), quasi certamente la stagione agonistica dei giovani è conclusa anzitempo: in questo senso, parla chiaro la lettera dei medici sportivi, i quali suggeriscono agli organi preposti di sospendere l’attività promozionale almeno fino al 30 giugno.

Alla luce di queste considerazioni, il club pontalpino restituirà ai genitori un terzo della quota versata: «È un piccolo gesto - afferma Collarin - per dimostrare la nostra vicinanza alle famiglie dei tesserati in un momento così particolare. Per noi è un impegno importante perché i costi continuano a esserci, nonostante i campionati siano fermi. Ma dobbiamo essere squadra e rimanere vicini ai giocatori». 

L’iniziativa è davvero da rimarcare: «Il futuro economico sarà duro pure per noi, considerata la ricaduta che questa crisi avrà sul nostro tessuto sociale ed imprenditoriale. Crediamo, però, che tutti debbano dare il buon esempio e fare la loro parte. Come calcio Ponte abbiamo recepito puntualmente tutte le direttive che ci venivano impartite dagli organi superiori; abbiamo partecipato assieme ad altri 8 club alla richiesta di sospensione dei campionati ben prima delle disposizioni governative. E ora restituiamo quasi diecimila euro ai nostri concittadini, lanciando sempre l’appello di rimanere nelle proprie abitazioni».

Collarin guarda oltre: «Questa “guerra” passerà e il Calcio Ponte nelle Alpi è pronto a festeggiare l’inizio della nuova annata con l’entusiasmo e la partecipazione che hanno fatto grandi i colori granata nella nostra provincia. Forza Ponte!». 

 

«Difficile riprendere i campionati». Anche i fischietti sono fermi al palo

Novantesimo minuto: anche gli arbitri si preparano al triplice fischio. Del resto, l’emergenza coronavirus è un’esperienza traumatica anche per i fischietti bellunesi. 

«La leggerezza con cui è stato trattato il problema dalla popolazione ha ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano anche agli esperti - commenta Devis Da Riz, presidente della sezione Aia di Belluno -. Agli arbitri è stata sottratta la possibilità di fischiare». 

Per il calcio veneto i giorni neri sono stati quelli del 22 e 23 febbraio: direttive non molto chiare e la seconda, quella più restrittiva, è uscita solo nel corso della notte. La Figc ha dovuto adeguarsi ai decreti regionali, e poi a quelli nazionali. 

«Dei campionati, al momento, non si sa ancora nulla – continua Da Riz – anche se penso che a livello professionistico si arriverà a concludere la stagione per decretare chi vince e chi perde. Invece, a livello dilettantistico credo che tutto finisca qui, ma spero di sbagliarmi. Sarebbe auspicabile che in un tempo ragionevole si torni a calcare i terreni di gioco». 

Per tornare in campo bisogna che l’emergenza sanitaria venga superata. E per concludere la stagione, bisogna che i campionati dilettantistici e giovanili giochino partite anche durante i giorni infrasettimanali; detta così sembra un tour de force insostenibile per gli arbitri, e difficile anche per i giocatori. «È impensabile far ripartire il campionato di una Seconda Categoria in queste condizioni - dice Da Riz -. Servirebbero indicazioni precise e certezze sulle date, che al momento non sono possibili». 

A bocce ferme e fischietti “spenti”, non resta che guardare indietro, e fare un resoconto della stagione. Gli arbitri bellunesi hanno avuto risultati più che positivi a livello nazionale, regionale e provinciale. «Vorrei ringraziare in modo particolare gli arbitri meno giovani che si sono resi disponibili per “coprire” partite distribuite nei campi dell’intera provincia - conclude Da Riz -. Anche i giovani, però, hanno ottenuto risultati pregevoli. L’appello è a tutti i giovani che desiderano vedere il calcio da un altro punto di vista. Finita quest’emergenza verranno organizzati dei corsi straordinari per diventare arbitro». Per maggiori informazioni c’è il numero 338 3091422 (oppure la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).                                                                                                                                                                                                                                                        

(si ringrazia Giovanni Bianchini per aver raccolto l'intervista a Devis Da Riz e aver confezionato l'articolo)

 

Serie A a maggio e giugno? Ci sperano anche i campionati dilettanti

Il campo delle ipotesi è vasto. Ma anche quello delle speranze non scherza. E al momento la speranza è che si possano concludere i campionati di calcio. Anche quelli dilettantistici e giovanili. In qualche modo, rosicchiando il calendario e concentrando le partite. Ovviamente, dopo l’emergenza, che al momento ha la priorità anche sul mondo del pallone. Però...

L’apertura potrebbe arrivare dal calcio dei big. Perché se è vero, come sembra, che si possa ripartire a maggio con la serie A e le Coppe Europee, allora si potrebbe aprire uno spiraglio anche per i campionati di serie D, Eccellenza, Promozione e limitrofi. 

Il calendario, in tal senso, non sarebbe del tutto chiuso. Anzi. Qualche possibilità c’è. Se la serie A dovesse riprendere a maggio e andare avanti per due mesi (con rinvio al 2021 degli Europei), si potrebbero giocare nove domeniche e diversi turni infrasettimanali. Giusto per salvare la stagione, play-off e play-out compresi.

La speranza è sempre l’ultima a morire. Ma prima bisogna ammazzare il virus.

 

niq multimedia s.r.l.s.

Via degli Agricoltori, 11
32100 BELLUNO

Codice Fiscale e Partita IVA: 01233140258

Testata registrata al Tribunale di Belluno n.4/2019