Corasaniti, Miniati, Stevanin: tris di conferme in casa Union Feltre

 

L’Union Feltre cala il tris. E conferma il portiere Alberto Corasaniti, il terzino Filippo Stevanin e il tuttofare Mike Miniati.

Il trio di atleti rappresenterà la colonna portante della squadra, affidata anche nella prossima stagione alla guida tecnica di Sandro Andreolla: «Per quanto riguarda Corasaniti - informa la società verdegranata attraverso una nota - Il nostro “Garfield” per il terzo anno consecutivo sarà a difesa dei pali dello stadio Zugni Tauro. E di tutti i campi in cui la serie D ci vedrà protagonisti. Un rinnovo fortemente voluto dall'intero l’ambiente, al di là del fatto che Alberto sia per età ancora un fuoriquota».

Miniati e Stevanin, invece, sono «due giocatori molto importanti, che costituiranno i primi tasselli del telaio». La nuova Union prende forma. 

 

Andreolla e Feltre, terzo atto: «Qui sono a casa, ora diamo gioia a chi ci segue»

 

Non lascia. E nemmeno raddoppia. Sandro Andreolla triplica: per la terza stagione guiderà l’Union Feltre in serie D. Anche se, in realtà, il mister fa parte della famiglia verdegranata da ben cinque annate, visto che le prime due le ha vissute tra Giovanissimi e Allievi. Insomma, il tecnico rimane nel suo habitat: «Sono contentissimo, qui mi sento a casa». 

Mister, la conferma ufficiale da parte della società è arrivata nella serata di ieri: questo periodo di attesa nascondeva qualche dubbio? 

«No, ero tranquillo già da un po’: ho sempre avuto un confronto continuo con il direttore (Antonio Tormen). Il fatto che i tempi si siano prolungati era legato solo alle dinamiche di una situazione così anomala». 

Come sarà la sua nuova creatura? 

«Daremo moltissima importanza al settore giovanile: tanto è vero che, in questa stagione, i fuoriquota della prima squadra saranno tutti ragazzi provenienti dal vivaio. Non arriverà nessuno da fuori. L’auspicio è che l’Union del domani tragga una lezione e un monito dal periodo che abbiamo vissuto. E riscopra i veri valori del calcio, oltre che dalla vita: ovvero, l’aiuto reciproco, l’essere propositivi e positivi. Quanto successo va trasformato in energia: vorremmo dare gioia a chi ci sta attorno». 

Il San Giorgio Sedico porterà a tre le bellunesi in serie D. 

«E questo è un bene per l’intera provincia. I derby raddoppieranno e ci sarà quindi un maggior interesse. Senza considerare che le trasferte contribuiranno a limitare i costi. Speriamo poi che il pubblico possa assistere regolarmente a ogni sfida: di questi tempi, l’incasso di un derby aiuta». 

Gjoshi alla corte dei “cugini” gialloblù che effetto le fa? 

«Strano. Ho trascorso con Halil sette anni, due dei quali da giocatore. È una sua scelta e va rispettata, ma non me l’aspettavo: contavo su di lui». 

Come ha vissuto la pandemia? 

«È stata una fase difficile: il fatto di non avere certezze, né obiettivi era destabilizzante. Ma, venendo dal mondo sport, siamo abituati a fare sacrifici e a rispettare le regole. Ora guardiamo al futuro con speranza». 

Il virus cambierà il calcio? 

«Lo cambierà dal punto di vista economico, nel senso che ci sarà una maggior attenzione ai bilanci. Il calcio, però, rimarrà lo stesso: anzi, può essere un veicolo efficace per tornare alla normalità. E poi è pur sempre la cosa più importante fra quelle meno importanti». 

 

STAFF TECNICO 

Tra le novità dello staff, spicca la nuova guida degli Juniores nazionali, affidati a mister Roberto Pauletti. Reduce dalle esperienze sulle panchine del Cavarzano e della Plavis, Pauletti torna a Feltre, dove ha già allenato. E giocato. Andreolla, invece, sarà affiancato da Graziano Santomaso nel ruolo di preparatore atletico e Vanni Berlese come vice allenatore e preparatore dei portieri. 

 

Da Feltre al Belluno: Halil Gjoshi è il primo acquisto gialloblù

 

Da giocatore simbolo dell’Union Feltre a primo acquisto gialloblù: Halil Gjoshi è un nuovo giocatore del Belluno. 

Dopo sette in verdegranata (anche se tre vissute col neroverde del Ripa Fenadora), il venticinquenne nativo di Pristina ha deciso di accettare la proposta del presidente Alberto Lazzari: «Gjoshi è un giocatore che vive a Belluno - afferma il massimo dirigente - con tanti anni di esperienza in serie D. E rappresenta il profilo di calciatore ideale per iniziare il nostro nuovo corso». La duttilità è il suo valore aggiunto: «Stiamo parlando di un atleta in grado di ricoprire più ruoli in campo. Nonostante abbia solo 25 anni, è un veterano di questa categoria». 

Anche Halil è entusiasta: «In cuor mio sapevo che prima o poi sarei venuto al Belluno. Abito a 200 metri dallo stadio polisportivo e, non appena è arrivata la chiamata del presidente Lazzari, ho accettato con entusiasmo. Conosco gran parte della rosa e tutti mi hanno sempre parlato molto bene di questa società. Così come conosco mister Lauria per averlo avuto sia al Cavarzano, sia a Feltre: lo reputo un allenatore di assoluto livello. A Feltre ho vissuto anni importanti, ma adesso non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura in gialloblù». 

 

La storia continua: Corbanese e il Belluno avanti insieme

 

Dopo il primo acquisto (Halil Gjoshi), arriva anche la prima conferma: Simone Corbanese rimane al Belluno. 

Nonostante le sirene di alcuni club legati al calcio professionistico, il capitano e bomber gialloblù non si schioda da piazzale Resistenza: «La priorità della società è sempre stata quella di ripartire dal nostro capitano - dichiara il presidente Alberto Lazzari -. Le offerte che ha ricevuto Simone erano tante, ma ancora una volta il nostro capitano ha dimostrato il suo attaccamento a questa maglia e a questa società. Siamo felici e orgogliosi di avere un capitano come lui». 

E il Cobra? Scalpita: «La maglia del Belluno me la sento cucita addosso. Nonostante abbia ricevuto alcune telefonate, nelle ultime settimane, ho sempre messo al primo posto questa società. Sono felice per l’accordo raggiunto con i miei dirigenti, da entrambe le parti c’era la volontà di proseguire insieme. Dopo tanti mesi fermi, non vedo l’ora di tornare in campo e di iniziare a preparare la prossima stagione». 

 

Addio Zanin, il nuovo Belluno si affida a Renato Lauria

 

Una soluzione interna per la guida tecnica: il Belluno si separa da Diego Zanin e decide di affidarsi a Renato Lauria.

Già da quattro anni in gialloblù, come tecnico del settore giovanile, Lauria prenderà il testimone della prima squadra in vista della prossima annata. Ancora una volta in serie D: «Siamo felici che mister Lauria abbia accettato la proposta - dichiara il presidente Alberto Lazzari -. Renato è un tecnico di primo livello, uno dei pochissimi in provincia a essere in possesso del patentino “Uefa A” di allenatore professionista. Abbiamo avuto modo di apprezzarne doti e le qualità, nel grande lavoro all’interno del settore giovanile. Il fatto di aver individuato già entro fine maggio il nuovo allenatore, ci permette ora di iniziare i colloqui con tutti i giocatori».

La filosofia non cambia: «Come sempre cercheremo di ripartire dallo “zoccolo duro” bellunese, con l’aggiunta di tanti ragazzi provenienti dal settore giovanile». 

Soddisfatto pure il tecnico con un passato nel Cavarzano e nell’Union Ripa la Fenadora: «Sono davvero felice che mi sia stata data questa opportunità - dichiara -. Con i dirigenti c’è unità d’intenti e sappiamo che la prossima stagione potrà essere una grande occasione per tutti noi, in particolare per i nostri ragazzi del settore giovanile. Abbiamo lavorato in maniera scrupolosa per far crescere i giovani del vivaio in ottica di un loro inserimento in prima squadra. La mia speranza e quella della società è che questi giovani possano continuare il loro percorso di crescita, affiancati dal gruppo storico». 

Insomma, il puzzle gialloblù inizia a prendere forma. Con un tecnico nuovo. Che, in realtà, nuovo non è. 

 

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