Solamente 8 casi positivi. Il contagio torna ai livelli di ottobre

Solamente 8 casi positivi. Il contagio torna ai livelli di ottobre

Solamente 8 nuovi casi positivi in 24 ore. Ormai è ufficiale: il virus sta mollando la presa. Lo dimostrano i dati giornalieri diramati da Azienda Zero. E lo dimostra anche il fatto che da qui in avanti i bollettini non saranno più giornalieri, ma limitati a due uscite settimanali: lunedì e giovedì. Lo dichiara l’Ulss 1 Dolomiti, che ieri ha diramato anche il documento con l’andamento settimanale dei contagi.

Numeri e grafici che confermano la regressione (anche piuttosto repentina) di covid – 19. I contagi giornalieri sono tornati, nell’ultima settimana, ai livelli dei primissimi giorni di ottobre, 4 mesi fa. In mezzo però, c’è stata la lunghissima e dolorosissima seconda ondata, con intere settimane nelle quali i nuovi casi positivi si attestavano sopra quota 150, quasi sempre oltre i 200. Con il picco raggiunto il 12 dicembre, quando si contarono 396 contagi. Da allora è cominciata una lenta discesa, che ha accelerato negli ultimi giorni, tanto da permettere all’Ulss 1 di riprendere gradualmente l’attività ambulatoriale. Una vera tempesta, nella quale l’Ulss ha cercato di navigare con le armi a sua disposizione. Ovvero i tamponi, per tracciare quanti più positivi possibile. Sono stati 192mila quelli molecolari fatti finora, 130mila quelli antigenici.

In attesa di capire se il ritorno in zona gialla coinciderà con una recrudescenza della pandemia, i dati dei ricoveri confermano come la pressione sugli ospedali, per lungo tempo sul punto di rottura, sia finalmente più sostenibile. Con 5 persone attualmente ricoverate in Terapia intensiva, il Bellunese è ora in fascia 2 (su 5). I 66 ricoveri in area non critica pongono invece il territorio dell’Ulss 1 un gradino più su, in fascia 3, in linea con il resto del Veneto.

Ma il dato che visivamente rende subito l’idea di come il coronavirus stia quasi scomparendo è rappresentato nella mappa che indica l’incidenza settimanale dei contagi per mille abitanti nei singoli Comuni bellunesi. E’ un dato importante, perché permette di capire con rapidità come il virus si sia diffuso nel territorio.

Il documento del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 1 prende mette a confronto una settimana per ogni mese, da novembre a gennaio.

A novembre le situazioni critiche si concentravano tra Alto Cadore e Comelico (ricordate il focolaio che portò alla quarantena dei comuni comelicani e allo screening di massa ad Auronzo?), oltre che in alcune case di riposo (Limana, Chies d’Alpago, Sovramonte e San Gregorio nelle Alpi).

Un mese dopo il virus si trovava nella pancia della provincia di Belluno: tra Longarone, in orizzontale, via via fino a colpire l’Agordino.

Nella settimana centrale di gennaio, covid – 19 aveva già cominciato a mollare la presa: era ancora diffuso, ma senza più grandi focolai (a parte Cibiana, Ospitale di Cadore e Zoppé, dove l’incidenza era ancora abbastanza elevata.

Infine, l’ultima mappa fotografa la situazione attuale. L’intera provincia può dirsi ormai libera. La speranza è che duri.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto