Socrepes, Simico replica: «Tutto sotto controllo». Ma “Cortina bene comune” rincara

Socrepes, Simico replica: «Tutto sotto controllo». Ma “Cortina bene comune” rincara

Proseguono i lavori per l’impianto di risalita Apollonio–Socrepes a Cortina d’Ampezzo, ma con essi crescono anche le polemiche. Dopo l’esposto presentato dai residenti di Lacedel alla Procura di Belluno, SIMICO – la società incaricata della realizzazione dell’opera – ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione.

Il cantiere, spiegano da SIMICO, insiste su aree distinte rispetto a quelle dei cantieri privati, come lo Ski Bar Ria da Saco e la cabinovia Lacedel–Socrepes. L’allentamento del terreno osservato nei giorni scorsi viene definito “assolutamente gestibile” e rientrante nelle ordinarie attività di cantiere.

La società sottolinea di aver svolto un’ampia campagna di indagini geognostiche ante-operam, in ottemperanza al decreto di compatibilità ambientale della Regione Veneto. I risultati sono stati trasmessi agli uffici regionali competenti. Inoltre, l’impianto ha già superato il vaglio del TAR del Lazio, che ha respinto le richieste di sospensione presentate in precedenza.

Dopo i sopralluoghi con esperti nazionali, sono stati pianificati interventi di drenaggio per le acque piovane e un nuovo piano di monitoraggio. Il progetto prevede anche soluzioni ingegneristiche per fronteggiare eventuali movimenti del terreno: la stazione intermedia è progettata per adattarsi a possibili scivolamenti, i sostegni di linea sono dotati di slitte per il riallineamento, e sarà attivo un sistema di monitoraggio continuo.

Ma le rassicurazioni non convincono tutti. Il gruppo Cortina Bene Comune ha diffuso una nota molto critica, parlando di “aggettivi vuoti” come “sostenibile” e “gestibile”, e denunciando l’ostinazione nel voler proseguire i lavori nonostante i cedimenti del terreno e l’assenza di un progetto esecutivo.

«Quale sarebbe questo preminente interesse nazionale? Vendere qualche biglietto in più per le gare di sci?» si legge nel comunicato. Il gruppo contesta anche la separazione tra i cantieri pubblici e privati, ricordando che la frattura ha coinvolto anche un pilone della cabinovia ISTA. E cita le parole del presidente dell’Ordine dei Geologi, Giacchetti, che ha messo in guardia contro la fretta: «Ci sono interventi fatti bene che richiedono un anno, e altri meno accurati che si fanno in poche ore».

Infine, Cortina Bene Comune ricorda che il TAR del Lazio ha fissato per il 29 ottobre un’udienza per entrare nel merito della procedura autorizzativa, segnalando la presenza di diversi punti critici. Oltre all’esposto dei residenti, anche la deputata europea Cristina Guarda ha presentato una segnalazione alle autorità competenti. «SIMICO passa – conclude il gruppo – ma noi residenti restiamo qui e vogliamo essere ascoltati».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto