Continua l’esodo biblico dalle terre ucraine violentate dalla guerra. E, per adesso ancora alla spicciolata, sono ormai centinaia i profughi arrivati in provincia. Molti di loro nel capoluogo, dove risiedono circaa 700 ucraini.
Sulla situazione dei profughi chiedono lumi i due consiglieri di Obiettivo Belluno – Fratelli d’Italia, Raffaele Addamiano e Andrea Stella, che hanno richiesto la convocazione urgente della III commissione consiliare permanente.
«In ragione della drammatica crisi politica e militare russo-ucraina – si legge nella richiesta – che vede circa tre milioni di persone, specie donne, bambini e anziani, fuori dai confini del loro Paese di origine, alla ricerca di un luogo sicuro ove poter vivere, chiede al sindaco di tenere aggiornati i consiglieri comunali in merito a una questione così rilevante che, di riflesso, investe anche la nostra città e i suoi, da sempre, ospitali cittadini. Dalle informazioni apparse di recente sulla stampa locale, sarebbero 430 i profughi ucraini arrivati a oggi in Provincia di Belluno dall’inizio delle ostilità e vi sarebbe una convenzione della Prefettura di Belluno per regolamentare l’accoglienza».
Per Addamiano e Stella «le parole chiave sul piano umanitario sono «Solidarietà, condivisione e accoglienza”, come si può ritrovare nell’ordine del giorno 25/2/2022 presentato nel consiglio comunale del 1° marzo scorso».
«In quell’occasione – continua la lettera – venne chiesto al sindaco di tenere aggiornati tutti i consiglieri comunali su una questione che, di riflesso, investe anche la nostra città e i suoi, da sempre, ospitali cittadini. Al riguardo, Le rammento che, a quanto consta dalle informazioni apparse di recente sulla stampa locale, sarebbero 430 (ora siamo già a quota 600 circa, ndr) i profughi ucraini arrivati a oggi in provincia di Belluno dall’inizio delle ostilità e che vi sarebbe una convenzione della Prefettura di Belluno per regolamentare l’accoglienza. La ringrazio, quindi, per l’attenzione che vorrà dare a questa mia, diretta a manifestare plasticamente un serio e trasversale segnale di concreta vicinanza ai profughi di Kiev, di Odessa, di Mariupol, di Kharkiv, di Leopoli…da parte della politica comunale».





