Una ventina di primi cittadini, il Vescovo e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine: l’appello al sostegno della campagna per la vaccinazione antinfluenzale lanciato dall’Ulss 1 Dolomiti ha radunato esponenti di tutto il territorio provinciale per sostenere la campagna di sensibilizzazione sul tema.
L’arrivo del picco influenzale è atteso per le vacanze di Natale: lo scorso anno furono 39.305 le vaccinazioni antinfluenzali effettuate, nel 2023 (dati al 28 novembre) siamo a 25.746; l’obbiettivo minimo del 40% di copertura degli over 65 è vicino (37,2%), ma il risultato ideale sarebbe il 60%.
Diversa la situazione Covid: in lieve rialzo il numero dei casi, 150 a settimana nel territorio dell’Ulss 1 (ben lontani comunque dai 1500 casi del novembre 2020 o dagli oltre 4500 di febbraio 2022); 18 i ricoverati per Covid, nessuno di loro in terapia intensiva. 4.678 le vaccinazioni anti-Covid eseguite nell’anno.
Oltre il 90% delle vaccinazioni antinfluenzali eseguite quest’anno sono state fatte dai medici di medicina generale, poi ci sono le farmacie e i quattro centri vaccinali sparsi per tutta la provincia (Agordo; Feltre; Salce, a Belluno, dove si è tenuta la giornata di “vaccinazione dei sindaci”; Pieve di Cadore, all’Ospedale, mentre la tenda a Tai verrà smontata visto il crollo delle temperature). Per vaccinarsi in questi posti, è possibile prenotare online o chiamando lo 0437 514343 .
Per incentivare ulteriormente la campagna, si è pensato anche di “sburocratizzare” per un giorno questi passaggi: domenica 3 dicembre, quindi, al centro vaccinale di Salce ci sarà un Open Day vaccinale, con la possibilità per tutti i cittadini – dai 12 anni in su – di effettuare la vaccinazione (antinfluenzale, anti-Covid o entrambe) senza necessità di prenotazione.
Per sensibilizzare i cittadini alla questione, come detto, sono stati coinvolti – come da tradizione – i sindaci e le autorità provinciali: tante le fasce tricolori che, in attesa di essere accolte da medici e infermieri, hanno sottolineato l’importanza della vaccinazione per le fasce più deboli, e non solo.
Tra i primi a sedersi in ambulatorio, il Vescovo della Diocesi di Belluno-Feltre.









