Il dolore e il ricordo.
Viaggiano su due binari paralleli le emozioni di mamma Giulia. E di tutte quelle persone che hanno avuto il privilegio di conoscere Silvia Doriguzzi: la diciannovenne longaronese, vittima di un terribile incidente nella zona del lago di Garda.
Silvia è spirata all’ospedale di Peschiera, a poche ore di distanza da quel maledetto tuffo che ha spezzato la sua giovane vita.
Ed è proprio la madre, attraverso i social network, a lanciare un messaggio di positività. Ad accendere un lume nel buio di un destino atroce: «Ci sentiamo avvolti dall’affetto che avete per noi – ha scritto la donna sul suo profilo – e per la nostra adorata Silvia. Il suo sorriso risplende fortissimo in tutti noi. Ma lei sarà sempre presente, ogniqualvolta la penseremo, ricorderemo o chiameremo in aiuto in momenti in cui, col suo buffo e spigliato altruismo, si preoccupava di renderci felici. Brillava, brillava tanto e la sua luce ci raggiungerà sempre e ovunque. Grazie ancora. Anche lei vi ringrazia per il grande amore e la grande energia che ci donate». Parole accompagnate da una dedica in musica: “Canzone per un’amica”, interpretata da Francesco Guccini e dai Nomadi.
Ma è un’intera comunità a essersi unita nel ricordo. Compreso il Gruppo Volontari Igne, di cui la giovane faceva parte: «Era piena di energia, solare, attiva ed estroversa. Abbracciava tutti, faceva ridere tutti con la sua risata speciale e contagiosa. Noi del Gruppo ricordiamo Silvia come una ragazza sempre pronta ad aiutare durante le manifestazioni, disponibile per qualsiasi mansione, piena di grinta ed energia. Non possiamo che mandarle il nostro più grande e forte saluto, oltre a un abbraccio alla famiglia, ad amici e conoscenti».
No, la luce di Silvia non si spegnerà mai.





