Brutte notizie per le province italiane, in particolare per quelle venete. A lanciare l’allarme è l’Unione delle province italiane, che denuncia un taglio drastico ai fondi destinati agli enti locali per la sicurezza stradale e la manutenzione delle infrastrutture. Il problema nasce dal decreto 1000 proroghe, convertito in legge lo scorso 24 febbraio.
Una norma, passata quasi inosservata, prevede una riduzione di 175 milioni di euro all’anno per il 2025 e il 2026. Il risultato? Il trasferimento statale alle province scende da 275 a soli 80 milioni di euro quest’anno e 85 milioni il prossimo. Per il Veneto il colpo è durissimo, dei 19 milioni previsti inizialmente si passerà a poco più di 5,5 milioni nel 2025 e quasi 6 milioni nel 2026.
Una vera e propria mannaia che rischia di compromettere l’equilibrio dei bilanci con cantieri già avviati e risorse già assegnate che ora potrebbero restare senza copertura finanziaria. I tagli impattano duramente anche in provincia di Belluno. Secondo i calcoli nel 2025 Palazzo Piloni avrà a disposizione circa 470 mila euro a fronte del 1.600.000 previsto: un taglio di oltre 1.100.000 euro che non potrà non avere conseguenze.
«Con la legge di bilancio ma anche col decreto 1000 proroghe -commenta il presidente della Provincia, Roberto Padrin – è stato sostanzialmente dimezzato un canale di finanziamento di circa 660 milioni per quanto riguarda il tema della viabilità».
Il problema, però… non si pone tanto in ottica futura quanto, continua Padrin, nel presente, per quanto riguarda gli interventi del 2025 – 26, in buon parte già programmati dalle Province. «Quindi – conclude il presidente della Provincia di Belluno – c’è bisogno sicuramente da parte del Governo di uno sforzo affinché si possano riassegnare almeno 350 milioni di interventi che sono già stati programmati, e per alcune province anche già partiti». Sul tema l’Upi ha chiesto l’apertura urgente di un tavolo di crisi al Ministero delle Infrastrutture sollecitando il ministro Salvini a recuperare i milioni di euro tagliati. Della questione se ne parlerà anche agli Stati Generali della viabilità nelle province venete in programma dopodomani (22 maggio) a Treviso.





