Siccità diffusa e pericolo incendi, rimane alta l’attenzione per i boschi

Siccità diffusa e pericolo incendi, rimane alta l’attenzione per i boschi

La siccità è ormai assodata. E di certo non aiuta. Poi ci sono gli schianti di Vaia al suolo. Ma il problema principale resta l’inciviltà di pochi, sommata alla follia di qualcuno. Ecco spiegati gli incendi dell’ultimo periodo. Numerosissimi soprattutto nei boschi della montagna bellunese.

Prima c’è stato il rogo sopra Longarone, in zona Podenzoi, non più tardi di un mese fa. Poi fiamme recenti a San Pietro di Cadore e Pedavena. E poi due piccoli incendi ad Auronzo, prontamente spenti dai volontari di Protezione Civile e dagli uomini dei Servizi Forestali Regionali, ma sempre nello stesso posto, tra le sterpaglie. «I due roghi si sono verificati sempre nello stesso sentiero, poco sopra l’ospedale – spiega il sindaco di Auronzo, Tatiana Pais Becher -. Temo si tratti dell’opera di qualche buontempone. Fortunatamente abbiamo visto la prontezza dei Servizi Forestali e dell’antincendio boschivo».

Sperare nella pioggia per risolvere il problema siccità non è semplice. Anche perché le previsioni meteo non promettono precipitazioni degne di tale nome in tempi rapidi. 

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