Si spaccia per un genitore e va a prendere il bambino a scuola: smascherato da maestri e bidelli

Si spaccia per un genitore e va a prendere il bambino a scuola: smascherato da maestri e bidelli

Si è presentato a scuola, spacciandosi per un genitore. Voleva far uscire il bambino prima dell’orario previsto. E chissà cosa sarebbe successo se insegnanti e bidelli non avessero opposto resistenza, rendendosi conto che quell’uomo non era il papà di un piccolo scolaro… per fortuna non è successo niente di che, ma il fatto resta grave, tanto che il preside ha deciso di prendere carta e penna e scrivere a tutti i genitori, invitando a prestare particolare attenzione.

È successo ieri (8 gennaio), al rientro dalle vacanze natalizie. Nel corso della mattinata, un uomo si è recato in una delle scuole dell’istituto comprensivo di Mel. Si è presentato come genitore di un alunno e voleva portarlo a casa, facendolo uscire prima dell’orario di fine lezioni.

Agli insegnanti e ai bidelli è subito venuto il sospetto: quell’uomo non l’avevano mai visto prima; quindi non poteva essere il padre di un bambino che frequenta la scuola. Dopo attente verifiche, la conferma: il sospetto era corretto. Di conseguenza, il piccolo è stato fatto rimanere al suo posto, in aula, mentre l’uomo si è allontanato. 

Il preside però ha scritto una lettera. Quanto meno per sollevare l’attenzione sull’accaduto e far sapere che il personale scolastico ha risolto un problema mantenendo alta l’attenzione. Eloquente l’oggetto: “Comunicazione di un fatto grave accaduto”.

«Questa mattina, in un nostro plesso, una persona si è presentata dicendo di essere il genitore di un nostro alunno, per poterlo fare uscire anticipatamente», ha ha scritto il preside Umberto De Col. «Grazie all’attenzione dei docenti e dei collaboratori scolastici, è stato verificato che non si trattava di un genitore. La persona, durante l’attesa, è andata via e il fatto grave non ha avuto conseguenze. Alla luce di quanto accaduto, è stata data comunicazione ai nostri plessi di mantenere la massima attenzione e di conseguenza si è ritenuto necessario informare anche le famiglie dell’accaduto». 

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