Gita fuori porta, con ferita. Brutta avventura per un 14enne di Montebelluna (TV). Il giovane si trovava con la famiglia in valle del Mis. Erano più o meno le 12.20 di ieri (2 giugno), quando è caduto in una piccola pozza dei Cadini del Brenton. Nella caduta, però, ha battuto la testa, procurandosi un taglio. Il ragazzo è rimasto cosciente e vigile, ma è stato soccorso dall’elicottero del Suem che l’ha recuperato e portato all’ospedale di Belluno per le cure del caso.
Poco prima l’elisoccorso è stato inviato dalla centrale del 118 sul lago del Sorapis, dove un’escursionista si era fatta male a un ginocchio e non era più in grado di proseguire.
Sempre in mattinata, intervento del Soccorso alpino alla Valle Agordina, per una giovane alpinista di Livinallongo colpita alla testa da un sasso, mentre scendeva dalla parete. A far scattare l’allarme è stato il compagno di cordata. La coppia si trovava al primo tiro della Via Penasa – Lise alla Pala del Belia, sulla Moiazza. Numerose le cordate in zona, e così i due hanno deciso di calarsi, solo che una volta arrivati alla base, sono stati colpiti da una scarica di sassi. La ragazza (24 anni) è si è procurata una ferita alla testa.
A quel punto punto la coppia ha iniziato a scendere per fermarsi in un luogo all’ombra, nelle vicinanze delle Malghe del Duran. E proprio lì i due hanno incrociato una squadra del Soccorso alpino di Agordo, sopraggiunta con il fuoristrada. La 24enne è stata portata all’ospedale, per i controlli del caso.
Nel pomeriggio, invece, il Soccorso alpino di Belluno è stato allertato per un escursionista colto da malore, mentre con la compagna stava percorrendo il sentiero naturalistico della Val Falcina, laterale della Valle del Mis. Ad attendere la squadra all’arrivo del giro ad anello, un terzo escursionista che aveva assistito al mancamento dell’uomo e ha guidato i soccorritori dove si trovava l’uomo (61 anni della provincia di Padova), ormai quasi alla fine del percorso. La squadra ha appurato le condizioni dell’escursionista, lo ha caricato in barella, assicurandola nei tratti più esposti, e trasportato fino alla strada, per poi trasferirlo sul proprio mezzo e, in accordo con la Centrale del Suem, accompagnarlo all’ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.





