«La manifestazione regionale per la sanità pubblica si è rivelata un successo, oltre le nostre migliori aspettative». Non nascondono la propria soddisfazione le donne e gli uomini del Coordinamento Veneto per la Sanità pubblica, affiancati da comitati, associazioni, cittadine e cittadini e sindacati.
Ma c’è una punta di amarezza: «Erano pochi gli amministratori locali, specchio della scarsa voglia di contrastare il declino sanitario di questi anni, cosa che avevamo già riscontrato e sottolineato. Dovremo farci carico anche di curare l’otite che sembra affliggere il mondo della politica, che pare non sentire il grido di aiuto di migliaia e migliaia di persone».
Il corteo è stato preceduto da mesi di incontri pubblici: «Ma anche da reciproco ascolto e condivisione di storie ed esperienze, dibattiti, raccolta di informazione hanno fatto sì che le migliaia di persone arrivassero all’appuntamento informate, determinate, convinte di lottare per una causa cruciale per il futuro di chiunque, per il futuro dei luoghi in cui viviamo. Non solo opporsi alla deriva che scelte politiche folli hanno imposto alla sanità pubblica: ma anche invertire la tendenza, battersi perché il sistema sanitario pubblico venga implementato, diffuso in ogni territorio e sia veramente universale».
Tanti i cartelli e striscioni: «Molto più numerosi delle bandiere. Vi si poteva leggere una raccolta delle emergenze che affliggono i territori rappresentati, problematiche che assieme dovremo affrontare nel futuro prossimo. Ma abbiamo letto anche il desiderio e la determinazione di non abbatterci, di reagire alla rassegnazione e alla politica, la quale dice che in fondo non c’è nulla da fare, che la coperta è troppo corta e non ci sono risorse». E concludono: «Ora sta a tutte e tutti noi costruire e partecipare a un percorso dal basso, di approfondimento e lotta, che agisca efficacemente e con forza per la difesa e il potenziamento del sistema sanitario. La sanità pubblica non è un costo, ma il miglior investimento per il nostro domani».





