La sua storia sembra quella di un film: donato alla comunità, poi rubato e sparito per decenni all’estero, rinvenuto in vendita all’asta in Inghilterra, la “battaglia” giudiziaria, la pandemia e la Brexit che rendono ancora più duro il percorso e infine il ritorno a casa. La “Madonna col bambino” di Antonio Solario è finalmente tornata a casa, in quel Museo Civico – ora a Palazzo Fulcis, all’epoca a Palazzo dei Giuristi – da dove sparì più di cinquant’anni fa.
Il furto e il ritrovamento
Il dipinto, una tempera su tavola di fine Quattrocento, viene donata al Museo Civico di Belluno nel 1872 dal medico Antonio Giampiccoli; insieme ad altre opere, rappresenta il primo patrimonio artistico del Museo, inaugurato nel 1876 a Palazzo dei Giuristi, “casa” del Museo Civico del capoluogo fino al 2017, anno del trasferimento a Palazzo Fulcis.
Tra il 24 e il 25 agosto 1973 si registra un furto nella sede del museo: spariscono dieci dipinti, tre sculture, oltre settante medaglie, monete, sigilli, tavolette ex voto. Tra le opere sparite, anche la “Madonna col bambino” di Antonio Solario, di cui per oltre quarant’anni si perdono le tracce; fino al 2017, quando l’opera viene identificata tra quelle messe in vendita da una casa d’aste di Norwich, in Inghilterra. Da qui partono le trattative per riportare in Italia il dipinto, discussioni che attraversano le visioni di «due diverse civiltà giuridiche a confronto» (come ha evidenziato il tenente colonnello Giuseppe Marseglia, comandante del nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale di Monza, che nella mattinata di ieri ha scoperto l’opera nel salone nobile di Palazzo Fulcis insieme al sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin) e ostacolate anche dalla pandemia Covid e dal cambio di sistema di diritto internazionale tra i due stati post Brexit.
Dopo otto anni di trattative, quella che il colonnello Enrico Pigozzo, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Belluno, racconta come «una missione impossibile, una storia che si leggeva quasi come un mito», arriva lo sblocco della situazione: a maggio l’opera raggiunge l’ambasciata italiana in Inghilterra, dopo pochi giorni sbarca a Roma. all’aeroporto di Fiumicino, e da lì parte il suo viaggio per tornare a casa.

«Simbolo di giustizia e legalità»
Alla cerimonia per la presentazione ufficiale del rientro del dipinto nel patrimonio del Museo Civico del capoluogo erano presenti le massime autorità: amministratori, politici, religiosi, forze dell’ordine e militari, rappresentanti di enti e associazioni, consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza.
A loro l’onore di vedere per primi l’opera, che da oggi sarà in esposizione a Palazzo Fulcis, insieme agli altri due dipinti rubati nel 1973 e da tempo recuperati, le Madonne di Bartolomeo Montagna; un’occasione che durerà però solo pochi giorni, fino a domenica 27 luglio: già dalla prossima settimana, infatti, la “Madonna col bambino” finirà sotto le mani di restauratori esperti che dovranno intervenire sui difetti causati dal tempo.
«Questo è un momento storico ed emozionante: – ha commentato il sindaco Oscar De Pellegrin subito dopo aver tolto il velo che copriva l’opera – il ritorno a Belluno di questo quadro è il frutto del lavoro di squadra portato avanti in questi anni da tantissime persone, è simbolo vivo di giustizia, legalità rispetto per la storia e amore per il bene comune. Un recupero importante che arriva proprio nell’anno che ci porta al centocinquantesimo anniversario del nostro Museo Civico».





