Per 15 anni, la campanella aveva scandito i ritmi di lavoro e della quotidianità di una nota azienda longaronese. Campanella che però era destinata alla rottamazione.
A quel punto, d’intesa con l’azienda, un gruppo di amici ha pensato di recuperare il cimelio e di collocarlo a quota 2.350 metri: in cima a una montagna sul gruppo Talvena Van de Zità. Ma non prima di aver realizzato una struttura di sostegno. «Il desiderio – spiegano – era quello di salire in quota, ogni anno, con un duplice scopo: ricordare attraverso il suono della campana coloro che non ci sono più. E dare il benvenuto ai nuovi nati».
La struttura è composta da un tettuccio, una croce sulla sommità e una cassetta per il libro di vetta. Senza considerare una targa che indica le motivazioni dell’iniziativa.
Tuttavia, a distanza di tre lustri, il tempo e le intemperie avevano reso illeggibile la scritta sulla targa. Che è stata rifatta e riportata in cima dagli amici e ideatori della mirabile idea: «Siamo saliti sul gruppo Talvena lo scorso 11 settembre, il giorno legato all’anniversario delle Torri Gemelle. Abbiamo ricordato quella tragedia, come quelle del mondo. A cominciare dal Vajont».






