Un territorio di montagna, con le sue fragilità e le sue esigenze specifiche, è arrivato fino ai banchi del Senato. A rappresentarlo, il comandante della Polizia Provinciale di Belluno, Oscar Da Rold, ascoltato in audizione dalle Commissioni Ottava e Nona nell’ambito della discussione sulla riforma della legge sulla caccia.
Da Rold, referente per il Veneto nella gestione della Peste Suina Africana, ha accolto con favore il disegno di legge, sottolineando la necessità di un approccio più strutturato alla gestione della fauna selvatica, con particolare attenzione ai comprensori alpini. Tra i punti evidenziati: la formazione dei cacciatori come supporto operativo alla polizia provinciale, e il legame diretto tra l’aumento della fauna, i danni all’agricoltura e lo spopolamento delle terre alte.
«È molto importante che un rappresentante del nostro territorio montano abbia potuto portare la propria voce in Senato su un tema così rilevante», commenta Silvia Calligaro, vicepresidente della Provincia di Belluno con delega ad agricoltura, caccia e pesca.
L’audizione si è svolta alla presenza del senatore bellunese Luca De Carlo, presidente della Nona Commissione. Un’occasione che, secondo Calligaro, rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le aree alpine. «È fondamentale mantenere saldo il legame tra cacciatore e territorio – aggiunge –. Un binomio ormai imprescindibile per la gestione sostenibile dell’ambiente alpino, in particolare nella provincia di Belluno».





