Belluno porta a Roma il regalo di Natale: la conta dei danni. Quelli provocati dal maltempo tra il 4 e l’8 dicembre scorso. La Provincia ha già cominciato a stilare la lista. E solo per gli ambiti di sua competenza (strade e frane) conta circa 40 milioni di euro. Una cifra che si somma ai danni da Vaia (molti non ancora riparati e anzi ben visibili sul terreno, nonostante lo spiegamento di forze del commissario Zaia) e a quelli del maltempo di fine agosto.
«I nostri uffici stanno lavorando per una conta dettagliata – spiega il presidente Roberto Padrin -. Al momento sono stati effettuati sopralluoghi su 131 frane. E il documento di monitoraggio della situazione è aperto, costantemente sottoposto ad aggiunte, purtroppo». Ovviamente, anche le cifre sono in continua evoluzione. Tanto per fare un esempio, Palazzo Piloni ha già avviato somme urgenze per circa 400mila euro.
I danni più onerosi si registrano a Santo Stefano, a Valle di Cadore, e a Gosaldo. Ma i dissesti sono sparsi ovunque sul territorio provinciale. «E poi si sommano i danni subiti dai privati – spiega il consigliere provinciale delegato alla difesa del suolo, Massimo Bortoluzzi -. C’è chi ha perso gli elettrodomestici dello scantinato, chi una o più automobili che erano parcheggiate in garage. Gli allagamenti hanno provocato disagi che non competono strettamente alla Provincia, ma che faremo presente nell’incontro con il ministro D’Incà, programmato per venerdì mattina (domani, 17 dicembre, ndr). Non sono solo danni da maltempo, ma anche da spopolamento, segnati purtroppo dalla scarsità di risorse e dall’assenza di misure ad hoc per la montagna».





