Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco il ventunesimo capitolo
P come Propoli – È una sostanza composta da resine raccolte dalle api, nel periodo estivo, sulle gemme di alcuni alberi come pioppi, frassini e abeti. Elaborata poi dalle stesse api, con la loro saliva, e addizionata con cera e polline, diventa la propoli. Parola che sembra coniata da Aristotele: deriva dal greco: pro (davanti) e polis (città). Ovvero, il difensore della città. Perché questa sostanza è in verità un potente antibatterico, un antibiotico naturale che le api usano all’interno dell’alveare per sigillare le fessure, rinforzare i bordi delle celle, sterilizzare eventuali intrusi uccisi all’’interno dell’arnia. E l’uomo, accortosi delle sue proprietà medicinali, ha iniziato a farne uso fin dall’antichità. Gli egiziani, per esempio, lo utilizzavano per mummificare le mummie.
Oggi è utilizzata sotto forma di tintura madre alcolica o analcolica, come disinfettante-cicatrizzante o per calmare le infiammazioni al cavo orale.
Adesso che ormai conosciamo la progressiva inefficacia di tanti farmaci e antibiotici, possiamo comprendere e apprezzare la potenza e azione di una medicina naturale come la propoli; una vera forza della natura che contiene circa 150 sostanze biochimiche, le quali suscitano sempre più interesse a livello mondiale.
Bzzzzzz a tutti!
Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico





