A Danta di Cadore l’autunno ha portato silenziosi ma significativi cambiamenti. Nessun grande cantiere, nessuna inaugurazione in pompa magna, ma una serie di interventi mirati che stanno restituendo cura e funzionalità a luoghi centrali per la comunità.
L’Amministrazione comunale ha approfittato dei primi mesi autunnali per avviare lavori di manutenzione straordinaria e concretizzare investimenti rimandati a settembre per motivi burocratici. «Sono stati interventi discreti, ma importanti» ha commentato il sindaco Menia Corbanese.
Tra le priorità, il cimitero comunale: grazie a una parte dell’avanzo di amministrazione, sono state ricavate 24 nuove cellette da sei loculi inutilizzati. I lavori, affidati alla ditta La Dolomitica, si sono conclusi in circa una settimana. Con un ribasso d’asta derivato dalla gara per l’illuminazione pubblica, è stato inoltre installato un nuovo sistema a led interno al cimitero, sostituito il quadro elettrico, sistemati alcuni loculi danneggiati e posata nuova ghiaia sui camminamenti. L’area esterna è stata ripulita e resa più accogliente.
Parallelamente, si stanno completando gli interventi sulle Torbiere di Danta, le più estese dell’arco alpino. Il progetto, finanziato con 80.000 euro dalla Regione Veneto, dai fondi FESR europei e dal Ministero dell’Ambiente, ha previsto la sostituzione di passerelle, ponticelli, panchine e pannelli informativi. I lavori sono affidati all’impresa Teci Srl. Il ribasso d’asta ottenuto, pari a circa 5.600 euro, sarà reinvestito sul sito, in accordo con la Regione.
Prosegue anche il progetto TESAF sulla Torbiera di Val di Ciampo, condotto dal Dipartimento Territorio e Sistemi agro-forestali dell’Università di Padova. Da oltre un anno, il team universitario è impegnato in monitoraggi e manutenzioni, con l’implementazione di piezometri e nuove tecnologie per il rilevamento delle altezze di falda.
«La collaborazione con università e centri di ricerca è per noi motivo di orgoglio» ha concluso Corbanese. «Dallo studio nascono strategie che rendono sicure e fruibili le nostre peculiarità territoriali, in un dialogo costante tra passato e innovazione».





