Ferrovia del Cadore, i sindaci: “Serve una volontà corale, non slogan elettorali”

Ferrovia del Cadore, i sindaci: “Serve una volontà corale, non slogan elettorali”

La ferrovia del Cadore torna al centro del dibattito, ma rischia di finire nel tritacarne della campagna elettorale. A lanciare l’allarme sono i sindaci di Danta di Cadore e Lozzo di Cadore, Thomas Menia Corbanese e Alessio Zanella, dopo il rinvio della discussione in Consiglio provinciale. «La tratta ferroviaria tra Cadore e Ponte nelle Alpi è diventata terreno di scontro politico. Ma il Cadore ha bisogno di un collegamento su rotaia concreto, sicuro e sostenibile, anche verso nord e l’Austria» — afferma Zanella.

I due sindaci chiedono che la politica locale si assuma le proprie responsabilità e convochi l’Assemblea dei Sindaci prima delle elezioni regionali. L’ordine del giorno proposto da Menia Corbanese e Zanella giace ancora senza calendario, e questo — sottolineano — non è accettabile. «La campagna elettorale ha acceso i riflettori, ma il dibattito resta sterile. Serve un impegno condiviso, non slogan» — aggiunge Menia Corbanese.

Un segnale positivo arriva dall’associazione Giovani&Futuro, che nella sua recente visita a Bruxelles ha aperto canali di dialogo con le autorità europee. Secondo i sindaci, grazie al lavoro del presidente Frescura, l’interesse per un collegamento ferroviario tra Italia e Austria è concreto. «Ora tocca a noi — concludono —. I canali ci sono, la volontà del territorio anche. Serve una convocazione urgente dell’Assemblea dei Sindaci. Non possiamo permettere che un tema strategico venga sacrificato alla logica elettorale.»

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