Pd e Lega i grandi sconfitti: «Commessi molti errori»

Pd e Lega i grandi sconfitti: «Commessi molti errori»

«Sono stati abili a cavalcare l’essere stati l’unico partito all’opposizione, ma adesso devono dimostrare di non essere come i 5stelle». Il commissario provinciale della Lega, Franco Gidoni, si complimenta con gli alleati di Fratelli d’Italia, autentici mattatori di queste elezioni politiche 2022. Il partito di Giorgia Meloni ha sbancato ovunque, doppiando spesso e volentieri il Carroccio. Una debacle, quella del partito guidato da Matteo Salvini, che ha assunto dimensioni inaspettate, accelerando di fatto la resa dei conti interna. Da più voci giungono richieste di «Tornare ad ascoltare la base», come ha prontamente fatto notare l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin.

«È una sconfitta, inutile girarci attorno – gli fa eco il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin – e bisogna riconoscere i molti errori fatti». Per De Bernardin «È fondamentale completare i congressi di sezione, poi andare a quelli provinciali e a quello regionale. Solo così possiamo rimettere in sesto l’organizzazione che la Lega ha sempre avuto». Insomma, per il sindaco di Rocca Pietore il tempo dei commissari è finito: «Sono emanazione diretta del comando, che da tre anni tiene ferma le segreterie, ma non operano con la grinta e anche la capacità di essere critici quando serve. E dobbiamo rispolverare la parola “Nord”, che è nel nostro dna».

«I congressi verranno fatti, come è sempre stato», la risposta di Gidoni. «In ottobre verranno rinnovate le tre sezioni di Belluno, Feltre e Ponte nelle Alpi, ferme per le elezioni comunali, poi si andrà a formare il nuovo direttivo provinciale. Sarà lì il tempo dei confronti». Il commissario però non vuole parlare di debacle: «Il dato che più mi preoccupa è l’astensionismo. Sono sempre meno i bellunesi che vanno a votare. Questo è un dato che dovrebbe far riflettere tutti. Dobbiamo tornare ad appassionare le persone». In quanto alle percentuali, Gidoni la vede in modo diverso dalla platea dei pessimisti: «Grazie agli accordi pre elettorali in realtà in parlamento peseremo ben più del 9% preso alle urne. In Senato, ad esempio, avremo circa il 25% dei senatori. Fratelli d’Italia non potrà fare a meno di noi per governare».

E a livello locale? Cambieranno gli equilibri? «Non vedo perché dovrebbero – chiude Gidoni – il voto amministrativo di tre mesi fa ha dato verdetti chiari».

Dall’altra parte della barricata, dalle parti del Pd, ci si lecca le ferite. Il 17% preso a livello provinciale non può soddisfare: «È sotto le aspettative, indubbiamente – commenta Roger De Menech, parlamentare uscente – e questo deve aprire a delle profonde riflessioni». L’unica potenziale soddisfazione, per il Centrosinistra bellunese, riguarda la possibile entrata in Senato dell’ex sindaco di Feltre, Paolo Perenzin: «Bisogna aspettare il complicato conteggio per il proporzionale – resta prudente De Menech – ma Paolo potrebbe farcela davvero. Sarebbe importante». Anche in previsione di ciò che accadrà con i Fondi di confine, creatura alla quale De Menech tiene in modo particolare: «Mi auguro che in ogni caso resti all’interno una rappresentanza forte del Bellunese».

La sconfitta del Centrosinistra intanto però miete le prime vittime. Dopo otto anni di militanza lascia il Pd Sebastiano Cadoni, vicesegretario provinciale e responsabile organizzativo. «Purtroppo in questo ultimo periodo il Partito Democratico a livello nazionale è diventato sempre più qualcosa di diverso rispetto a quello che mi accolse otto anni fa – scrive Casoni – e per il quale più volte mi sono battuto, diventando un partito fatto di scelte spesso inconciliabili con il mio sentire politico, con la mia sensibilità. Mi dispiace molto, a livello locale, lasciare la comunità che ha contribuito a farmi diventare la persona che sono e che spero, per mia parte, di aver contribuito a far valere e far crescere. È anche il profondo rispetto che nutro proprio per questa comunità che mi ha spinto a questa decisione, confesso, non facile: rappresentare senza sentirsi rappresentati ritengo sia poco serio oltre che infruttuoso».

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