Due pesi e due misure? Per Dario Bond è così. Da una parte le pasticcerie chiuse. Dall’altra i forni aperti. E il deputato di Forza Italia non ha dubbi: «È discriminazione». Ma così prevede il Dpcm 11 marzo. Così vuole la lotta al Covid-19.
«Le imprese artigiane di pasticceria, obbligate alla chiusura perché incluse nella stessa categoria di bar e caffetterie non possono vendere i loro prodotti nemmeno attraverso la modalità di asporto che è consentita invece ad altre attività – commenta Dario Bond -. È assurdo e discriminatorio lasciare che i forni possano vendere colombe e pizze di Pasqua e farne divieto ai pasticceri. Chiudere un locale per evitare assembramenti e garantire la distanza sociale è una scelta condivisibile, altra cosa è penalizzare una categoria che potrebbe continuare a produrre e vendere “a battenti chiusi” o semplicemente con il take away, con ordini telefonici ed evitando file. Siamo peraltro a ridosso di Pasqua, una settimana tanto attesa dalle pasticcerie per fare cassa».
Da qui, la proposta: «Vista la crisi per l’emergenza Covid-19 in atto, salviamo il salvabile e consentiamo anche alle pasticcerie di fare vendita su ordinazione e in modalità da asporto, esattamente al pari dei panificatori. Il limite della consegna a domicilio non ha senso. Il Governo non faccia orecchio da mercante anche stavolta e insieme alle Regioni si trovi una soluzione veloce per un’immediata deroga».





