Sport e memoria: un binomio indissolubile. E fondamentale per tramandare il ricordo del disastro datato 9 ottobre 1963. A onorare le vittime del Vajont hanno pensato le campionesse del volley: la Prosecco Doc Imoco Conegliano da una parte e l’Itas Trentino dall’altra. Relativo il valore del risultato (2-2, un inedito pareggio per la pallavolo), ma dal punto di vista simbolico l’evento andato in scena al palasport di Longarone ha regalato emozioni. E richiamato un migliaio di spettatori: tifosi e curiosi, intere famiglie e bambini, addetti ai lavori e semplici appassionati. Tutti insieme per una grande serata di sport, nobilitata dagli attacchi della svedese Haak e dai tuffi di “Moki” De Gennaro (la più richiesta, a fine match, tra selfie e autografi), dai muri di Fahr e De Kriuijf, dai palleggi dell’americana Bugg e dalla freschezza delle atlete più giovani.
«Ci tenevamo in maniera particolare a questa gara, a 60 anni dalla catastrofe del Vajont – ha dichiarato il co-presidente dell’Imoco, Pietro Maschio -. Anche perché è una sciagura che ha toccato da vicino la mia famiglia: nonni e genitori, nello specifico. Siamo qui per ricordare e per lanciare un monito, attraverso la pallavolo, affinché quanto si è verificato il 9 ottobre 1963 non succeda mai più».
Il colpo d’occhio offerto dal palasport longaronese non ha lasciato indifferente Maschio: «Se abbiamo raggiunto determinati traguardi, è perché siamo riusciti a far capire che la squadra è un bene del territorio, non solo di Conegliano o di Treviso. E la “partita per la memoria” ne è l’ennesima dimostrazione».
Al termine del confronto, le due compagini hanno ricevuto un premio realizzato dall’artista locale, Mauro “Lampo” Olivotto.
Foto M.Vettori





