Un bilancio in equilibrio, nonostante le difficoltà legate alla pandemia. Con qualche patema sulle spese correnti. È la fotografia attuale della cassa di Palazzo Rosso. Ieri (29 luglio) il consiglio comunale ha approvato l’assestamento di bilancio dell’ente.
Arriveranno oltre 550mila euro in meno di quanto previsto, mentre aumenteranno le spese, di oltre 2 milioni di euro. Spese che saranno coperte grazie all’avanzo di amministrazione e alle maggiori entrate (un milione di euro) dagli accertamenti Imu e Tasi. E poi verranno usati 1 milione e 300mila euro dall’avanzo di amministrazione.
Di questi, 400mila saranno impiegati nelle manutenzioni, 50mila negli arredi scolastici. Inoltre verranno coperte le maggiori spese previste per alcuni cantieri della Rigenerazione urbana: 215mila euro per la chiesa dei Gesuiti e 105mila per la Mediateca a Palazzo Crepadona. Approvato anche un ordine del giorno presentato dal Pd ed emendato dalla maggioranza che invita l’amministrazione ad applicare il “coefficiente Belluno”, sulla scia di quanto fatto in altre città e a rimpinguare la spesa nel sociale, per le nuove povertà emerse nel post – covid.
C’è un po’ di preoccupazione per la tenuta dei conti delle società partecipate, fiaccate dalla pesantezza della crisi del covid. Nella loro relazione i revisori dei conti invitano la giunta a monitorare bene la situazione: «Abbiamo accantonato le somme per l’equilibrio di Sportivamente Belluno – spiega il vicesindaco Olivotto. «Sersa ha meno problemi. I revisori dei conti chiedono grande attenzione sulle società partecipate e una puntuale verifica delle loro attività. Ed è proprio quello che facciamo: abbiamo incontri mensili proprio per monitorare costantemente l’andamento delle società».
Nel consiglio ha tenuto banco anche la questione della mostra su Tiziano Vecellio, sospesa ufficialmente per l’incertezza dovuta alla situazione pandemica. Una spiegazione che non ha convinto per nulla il consigliere di minoranza Franco Roccon, che ha presentato una domanda di attualità chiedendo, di fatto, le dimissioni di Marco Perale. «Un’assessore alla cultura che in 4 anni – l’accusa – non ha portato nulla a Belluno, nonostante un curriculum di rispetto». «Nessun dubbio nel proseguire con lui – la replica di Massaro – perché la nostra cifra amministrativa è sempre stato il lavoro di squadra, nessuna decisione è stata lasciata in mano ad una singola persona».
Infine approvato anche lo statuto della commissione pari opportunità, che si era arenato tra scontri e dispetti politici in III commissione.





