Pac, l’Europarlamento accelera sulla semplificazione

Pac, l’Europarlamento accelera sulla semplificazione

Un voto schiacciante, un messaggio politico inequivocabile: l’Europarlamento spinge l’acceleratore sulla semplificazione della Pac e chiede regole più snelle per chi lavora nei campi. Con 629 voti favorevoli, l’Aula ha approvato le nuove norme che rendono più flessibile l’attuazione della Politica agricola comune, confermando un consenso trasversale raramente così ampio.

«Gli agricoltori hanno bisogno di certezze operative e sostegni concreti», ha commentato Herbert Dorfmann (PPE), coordinatore del gruppo in Commissione Agricoltura. «Questo provvedimento rafforza la Pac senza indebolire gli obiettivi ambientali».

Il testo nasce dall’accordo preliminare del 10 novembre 2025 tra Parlamento e Consiglio e punta dritto su un obiettivo: alleggerire il peso burocratico, soprattutto per le piccole aziende. Le misure principali parlano chiaro: aiuti annui fino a 3.000 euro (invece dei 2.500 iniziali) e un contributo una tantum fino a 75.000 euro per lo sviluppo dell’attività, un salto in avanti rispetto ai 50.000 previsti nella proposta originaria.

Sul fronte ambientale arriva una novità molto attesa: i terreni classificati come arabili dal 1° gennaio 2026 manterranno questo status anche senza aratura o risemina. Una scelta che evita costi inutili e, allo stesso tempo, tutela la biodiversità. Le aziende biologiche, inoltre, saranno considerate automaticamente conformi agli standard GAEC per le superfici già bio o in conversione, salvo eccezioni motivate dagli Stati membri.

Capitolo controlli: il principio del “una volta sola” promette di ridurre drasticamente le ispezioni in loco, evitando che un’azienda debba affrontare più verifiche ufficiali nello stesso anno. Un cambio di passo che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe liberare tempo ed energie per il lavoro vero.

«Ridurre gli oneri amministrativi e sostenere le aziende più piccole è essenziale per mantenere competitiva l’agricoltura europea», ha aggiunto Dorfmann. «La semplificazione è la condizione per permettere agli agricoltori di investire e guardare avanti». Ora la palla passa al Consiglio, chiamato a dare l’approvazione formale.

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