Montagna, il GAL spinge sulla residenzialità  

Montagna, il GAL spinge sulla residenzialità  

La casa, in montagna, non è solo un tetto: è la condizione per far restare le persone, per garantire servizi, per tenere in vita intere comunità. È da questa consapevolezza che nasce il lavoro del GAL Alto Bellunese, impegnato su più fronti per rispondere a un fabbisogno abitativo che cresce e che rischia di diventare il vero spartiacque tra territori vivi e territori che si svuotano.

Il primo tassello sono i Progetti di Comunità attivati in Comelico e Centro Cadore. Qui la sfida è chiara: offrire alloggi a prezzo calmierato a chi lavora nei servizi pubblici, dalle scuole alla sanità, perché senza queste figure la montagna perde pezzi fondamentali. Sei bandi sono già stati pubblicati e altri due arriveranno nel 2026. Le prime graduatorie degli interventi ISL04 hanno già portato risultati concreti: Auronzo, Comelico Superiore, Perarolo e San Pietro di Cadore hanno avviato o potenziato nuove soluzioni abitative dedicate agli operatori pubblici.

Accanto agli interventi più operativi, il GAL guida anche un lavoro di analisi profonda con il progetto “Dolomiti Live – Rispondere ai bisogni abitativi”, parte della strategia Interreg Italia–Austria. L’obiettivo è costruire una fotografia reale della situazione: quanti lavoratori dei servizi essenziali cercano casa in Cadore, quali tipologie di alloggi servono, quali edifici pubblici possono essere recuperati e in che condizioni si trovano. Un quadro conoscitivo che diventerà la base per le future scelte politiche e finanziarie, e che sarà condiviso con l’intero territorio provinciale per favorire soluzioni replicabili.

Il tema della casa entra anche nello SportHello del Cadore, il servizio nato a Perarolo per rendere la montagna più attrattiva e vivibile. Qui il lavoro è culturale prima ancora che tecnico: incontri, sensibilizzazione, dialogo con i proprietari di immobili vuoti, per trasformare case chiuse in opportunità. Nell’ultimo anno sono stati organizzati cicli dedicati agli affitti brevi e alle possibilità di rimettere in circolo il patrimonio inutilizzato. Lo SportHello è promosso dal Comune di Perarolo e coordinato dal GAL insieme al Centro Consorzi.

Sul fronte istituzionale, è in fase di definizione un protocollo d’intesa promosso dalla Provincia di Belluno, dal BIM Piave e dai due GAL del territorio. L’obiettivo è costruire una strategia comune contro lo spopolamento, unendo forze e competenze per rendere la provincia più attrattiva e frenare la perdita di residenti che sta mettendo in difficoltà servizi e imprese.

Infine, il GAL ha affiancato il Comune di Selva di Cadore nella realizzazione del Bando Residenzialità, che ha messo a disposizione contributi fino a 20.000 euro per l’acquisto della prima casa. Un intervento mirato, finanziato con il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, pensato per riportare famiglie a vivere stabilmente nel paese.

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