Concretezza, collegialità, coesione, confronto: poggia su questi pilastri la proposta per Belluno di Lucia Olivotto, vicesindaco uscente e candidata alla poltrona di prima cittadina con il sostegno della lista “Insieme per Belluno”. Al suo fianco, alla presentazione di ieri mattina al ristorante “La Taverna”, altri due assessori: Marco Perale e Alberto Simiele. E tra il pubblico pure l’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, Paolo Bello, in contrasto col partito, che ha scelto di corriere assieme a Giuseppe Vignato. Così come gli altri due gruppi civici di maggioranza, “In movimento” e Belluno D+”. Una frattura che Olivotto giudica con un po’ di amarezza: «E’ innegabile – spiega – per come sono andate le cose. Anche se in politica è normale prendere strade diverse».
L’ufficializzazione della sua candidatura si accompagna alle prime proposte e all’analisi di alcune priorità: «Vogliamo proporre il bilancio partecipativo: – anticipa – esistono strumenti come questi che permettono all’amministrazione di lavorare con i cittadini per individuare le azioni prioritarie per la collettività e portarle a termine, e riteniamo quindi che sia uno strumento utile per la città». Un modo concreto per recuperare il contatto con i cittadini».
Sul fronte prettamente politico, lo sguardo va diretto al ruolo di Belluno capoluogo: «Vogliamo restituire a Belluno un ruolo cardine a livello provinciale, e proprio dalla Provincia si deve ripartire, dal referendum per l’autonomia del 2017 poi sparito nel nulla e dall’elettività dell’ente. Servono politiche montane specifiche per il mantenimento e il rafforzamento dei servizi; solo così si può contrastare lo spopolamento».
Altri capisaldi del programma sono la cultura (“Non solo eventi, musei e teatri, ma un atteggiamento che va dal contrasto al disagio giovanile al rafforzamento delle reti di collaborazione a livello regionale e nazionale, fino ai servizi delle scuole per giovani e adulti”), l’ambiente (con la valorizzazione dei patrimoni naturali, ma anche l’impegno sulle politiche energetiche, uno sviluppo urbanistico a consumo di suolo “zero”, la mobilità sostenibile e la tutela degli animali) e sport e sociale, con politiche che diano priorità alle realtà più deboli della popolazione come anziani e famiglie monogenitoriali.
Pur senza rinnegare l’attuale appartenenza («saremo leali fino alla fine della legislatura, la nostra è una “separazione consensuale”») Olivotto sottolinea le differenze con la gestione amministrativa di Massaro. Soprattutto in tema di società partecipate: «Servono degli indirizzi strategici più precisi e un maggiore dialogo, anche perché il momento è difficile e dopo la pandemia i bilanci vanno seguiti con estrema attenzione». Ma non manca una stoccata anche in ambito urbanistico, in merito all’ipotesi di un nuovo supermercato a Baldenich, nell’area dell’ex distributore Agip: «A questo siamo fermamente contrari, e così abbiamo votato anche nella recente delibera di giunta».
Infine, uno sguardo alla macchina amministrativa e al bilancio di Palazzo Rosso: “La conoscenza del personale e della realtà amministrativa permette di valorizzare le competenze utilizzandole al meglio, agevolando il lavoro degli uffici e la vita dei cittadini. Sul fronte economico, la situazione non è facile, quindi è fondamentale studiare tutte le possibilità di accesso a fondi nazionali ed europei, oltre a quelli del Pnrr”.
«Per tutto questo, – conclude Olivotto – serve una squadra competente, in grado di pensare in grande. Siamo l’unica realtà che si presenta ai cittadini senza il supporto dei partiti, e siamo pronti ad accogliere chiunque voglia partecipare a questo progetto».





