Nuova rotonda di ingresso in Nevegal, partiti i lavori

Nuova rotonda di ingresso in Nevegal, partiti i lavori

Una riqualificazione. Ma anche un biglietto da visita della località e un carico di aspettative. Perché la nuova rotatoria di ingresso del Nevegal, come uscirà dai lavori cominciati ieri (lunedì 26 aprile), è la prima opera di un Colle che vorrebbe tornare grande.

Il cantiere intanto è partito, nonostante le condizioni meteo. Si tratta di una riqualificazione, perché la rotonda c’è già. Il progetto è stato regalato da Vivaio Dolomiti alla Provincia. E trasformerà la viabilità nella vera porta d’entrata del Nevegal. «L’opera non sarà solo un abbellimento della zona, ma metterà in sicurezza illuminazione, passaggi pedonali e la segnaletica, che sarà rifatta» spiegano da Vivaio. «L’associazione ha donato il progetto all’ente pubblico, partecipa economicamente e si occuperà della manutenzione straordinaria del verde della rotatoria per i prossimi cinque anni. Speriamo sia un porta fortuna per il Colle bellunese: dopo anni di abbandono ci auguriamo possa partire una riqualificazione concreta dell’intera zona per il suo rilancio turistico».

Al centro della rotatoria sarà collocato un nuovo palo della luce, che diventerà albero di Natale durante le festività. Ai piedi, aiuole con piante autoctone e il profilo delle creste del Visentin e del Toront, in acciaio corten.

«Ringraziamo l’ente Provincia, piccolo segnale di un territorio che si è mosso compatto, grazie anche ai fondi raccolti dagli amici di Conegliano, per solidarietà dopo l’emergenza Vaia e consegnati all’associazione Vivaio Dolomiti – proseguono i vivaisti -. Protagonisti, oltre all’architetto Willi Guidolin, ricordiamo il dottore forestale Claudio Frescura, il dottore forestale Davide Pasut, il dottore geologo Massimo Di Giusto, l’ingegner Valentino Lunardi e il fotografo Cristian Timpone: tutti hanno collaborato con le loro competenze a titolo gratuito, dimostrando una sensibilità e un amore per il Nevegal e per il rilancio del Bellunese. Ora ci affidiamo al meteo e alla professionalità dell’impresa per chiudere il cantiere nei 60 giorni previsti. Restrizioni permettendo, festeggeremo la prima opera del Nevegal dopo decenni, dimostrando che facendo squadra dalle parole si può passare ai fatti».

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