Nostalgia per le piccole cose quotidiane: «Così il virus ha cambiato la nostra vita»

Nostalgia per le piccole cose quotidiane: «Così il virus ha cambiato la nostra vita»

 

Tutti a casa. Spostamenti ridotti allo stretto indispensabile. E “caccia” agli ultimi aggiornamenti su giornali e social. Ma come la vivono i ragazzi? In gabbia tra lezioni a distanza e la voglia (inibita) di uscire. Senza possibilità di allenarsi, per gli sportivi. Senza la possibilità di vedere gli amici, se non con videochiamate e comunque dietro a uno schermo. Vuoi vedere che a emergenza finita potrebbe finire anche la “smartphone-dipendenza”… 

«È una realtà drammatica quella che stiamo vivendo, una situazione che mai nessuno si sarebbe immaginato di dover affrontare: la nostra vita in un attimo è stata stravolta, tutta la nostra quotidianità è stata interrotta. E viviamo, giorno dopo giorno, nell’incertezza di ciò che possa accadere in futuro» racconta Ilaria Radina, una ragazza di Sedico, studentessa al liceo classico e valida atleta agonista che ha voluto dare la sua testimonianza di adolescente su quello che stanno vivendo tanti giovani. Perché anche la quotidianità dei ragazzi è stata stravolta. 

«Le scuole sono state chiuse ed è stato introdotto un nuovo sistema, a cui non eravamo abituati: la mattina si seguono le lezioni su Skype, il pomeriggio invece ci si dedica allo studio, con i compiti assegnati dai professori. Ma non è sempre facilissimo: infatti, per qualcuno lo schermo che separa l’alunno dall’insegnante è quasi come una barriera. Io sinceramente mi trovo bene, ma preferirei comunque tornare a scuola quanto prima». 

E la vita di tutti i giorni? Come procede per un ragazzo o una ragazza di sedici anni? «Quello che secondo me ci accomuna tutti è la preoccupazione – continua Ilaria -. Per la salute dei nostri cari soprattutto. Tutto ciò che davamo per scontato, ora acquisisce un’importanza immensa. Proviamo una grande nostalgia per quelle piccole cose che componevano la nostra vita fino a pochi giorni fa, come il semplice gesto di prendere l’autobus per andare a scuola o le uscite con gli amici. Ci mancano i contatti con le persone, gli abbracci, gli sguardi. Percepiamo un vuoto che tentiamo di colmare con chiamate e messaggi, cercando di mantenere il più possibile le relazioni umane, che ci aiutano, a livello emotivo, ad affrontare in modo migliore questa situazione».

«Inizialmente, noi giovani abbiamo trattato il problema con troppa superficialità e indifferenza, ignorando la gravità della situazione e solo in seguito, grazie soprattutto alle notizie circolate per i social, abbiamo preso più consapevolezza e compreso la realtà contro cui dovevamo scontrarci – conclude Ilaria -. In questo momento è importante assumere un comportamento responsabile, collaborare rispettando le norme di sicurezza e coltivare la speranza, per affrontare nel modo più positivo possibile la condizione di disagio a cui siamo sottoposti».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto