Carenza di medici, tasse comunali e caro bollette. Questi i temi sotto la lente dell’incontro tra l’amministrazione del Comune di Ponte nelle Alpi e le principali organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Spi, Fnp e Uil pensionati), andato in scena qualche giorno fa.
Sul fronte dell’emergenza sanitaria, è stata sottolineata l’importanza di affrontare con determinazione le sfide legate alle strutture sociosanitarie e alle conseguenze economiche della crisi in corso. È stata evidenziata la necessità di garantire un sistema sanitario solido e accessibile. Il sindaco ha ribadito le difficoltà legate alla mancanza di medici di medicina di base e di operatori sanitari, causate dalla recente chiusura degli ambulatori delle frazioni. Anche l’operazione-contratto Ulss 1Dolomiti e la gestione dei medici di base hanno generato preoccupazione tra i cittadini. «Abbiamo chiesto al sindaco di lavorare in collaborazione per difendere e rilanciare il Sistema sanitario nazionale e il Sistema sociosanitario pubblico e universale» spiegano i sindacati.
Attenzione anche al caro bollette e alla perdita del potere d’acquisto. «Le famiglie stanno affrontando difficoltà nell’affrontare il caro bollette e la perdita del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, problemi che richiedono soluzioni concrete» dicono i sindacati, che poi rilanciano sullo spopolamento: «In un contesto caratterizzato dallo spopolamento e dalla denatalità, è essenziale adottare politiche che favoriscano la natalità e contrastino lo spopolamento. Queste politiche dovrebbero sostenere asili nido, trasporti per gli studenti, doposcuola, politiche abitative e dinamiche del lavoro».
Il sindaco di Ponte nelle Alpi ha condiviso le azioni intraprese fin dal 2021 per contrastare l’evasione fiscale, concentrandosi sugli accertamenti esecutivi relativi all’Imu e alla Tari. Tuttavia, i calcoli sul bilancio non consentono al momento di sollevare la soglia di esenzione dell’addizionale comunale all’Irpef a 15.000 euro, come richiesto da tempo dalle parti sociali. «L’impegno dell’amministrazione è di aumentare questa soglia a 12.000 euro entro il 2024, al fine di tutelare i redditi bassi» concludono i sindacati.





