Morti sul lavoro, nel Bellunese sei vittime in nove mesi: +500% in un anno

Morti sul lavoro, nel Bellunese sei vittime in nove mesi: +500% in un anno

Il Bellunese resta tra le province venete con un livello di rischio inferiore alla media regionale, ma i numeri delle morti sul lavoro registrano un deciso peggioramento. Nei primi nove mesi del 2026 sono state infatti sei le vittime sul territorio provinciale contro una sola nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 500%. È uno degli elementi che emergono dall’ultimo report dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che fotografa l’andamento degli infortuni in Veneto tra gennaio e settembre. A livello regionale il bilancio resta invariato rispetto all’anno precedente: 87 morti sul lavoro, con il Veneto che continua a collocarsi in zona arancione per incidenza di mortalità, superiore alla media nazionale.

Nel Bellunese l’indice di incidenza degli infortuni mortali in occasione di lavoro passa da 11,1 a 22,7 morti per milione di occupati. Un dato che mantiene la provincia in zona gialla, insieme a Treviso, Venezia e Rovigo, dunque sotto la media regionale, ma che evidenzia comunque un peggioramento rispetto al 2025. Guardando ai soli incidenti mortali avvenuti durante l’attività lavorativa ed escludendo quelli in itinere, Belluno passa da 1 a 2 decessi, con un aumento del 100%. Sul fronte degli infortuni denunciati, il Bellunese registra 2.126 segnalazioni complessive nei primi nove mesi dell’anno, risultando la provincia veneta con il numero più basso dopo Rovigo. In tutto il Veneto le denunce sono salite a 53.873, in crescita del 2,2% rispetto alle 52.691 dello stesso periodo del 2025.

A livello regionale la situazione più critica è quella di Padova, unica provincia in zona rossa con un indice di mortalità pari a 34,3 e venti vittime registrate. Seguono Vicenza e Verona in zona arancione, mentre Belluno rientra tra le province classificate in fascia gialla. «Dopo un inizio anno che faceva intravedere segnali di miglioramento, il bilancio delle vittime sul lavoro in Veneto torna a destare preoccupazione», commenta il presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, sottolineando come dietro un dato regionale stabile emergano situazioni molto diverse tra i territori e la necessità di rafforzare le attività di prevenzione.

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