Corse insufficienti e collegamenti deboli: il verdetto dei pendolari bellunesi

Corse insufficienti e collegamenti deboli: il verdetto dei pendolari bellunesi

Nel Bellunese autobus e treni non convincono chi li utilizza ogni giorno. A dirlo è il sondaggio promosso da Generazione Europa Belluno, che ha raccolto 421 questionari tra cittadini e pendolari della provincia. A pesare soprattutto sono la scarsa frequenza delle corse, i collegamenti ritenuti insufficienti e la scarsa integrazione tra trasporto su gomma e ferro.

Il dato più netto riguarda proprio la frequenza del servizio. Su una scala da 1 a 5, il 53,4% degli intervistati assegna il voto minimo, mentre un altro 26,6% si ferma a 2. In pratica, circa otto utenti su dieci esprimono un giudizio negativo. A partecipare al questionario sono stati soprattutto giovani e pendolari. Oltre la metà del campione ha meno di 25 anni e il 65,1% utilizza autobus o treni ogni giorno o più volte alla settimana. Gli spostamenti sono legati principalmente allo studio (43%) e al lavoro (31,6%). «Chi usa il trasporto pubblico nel Bellunese lo fa per andare a scuola o al lavoro e, in molti casi, non ha alternative», evidenzia Generazione Europa Belluno. «Le richieste che emergono sono molto concrete: più corse e orari dei bus costruiti su quelli dei treni, così che chi scende in stazione trovi una coincidenza».

Le criticità non riguardano però soltanto il numero dei mezzi in circolazione. Il 72,4% degli intervistati giudica insufficienti i collegamenti nel territorio provinciale, mentre oltre la metà si dichiara insoddisfatta della puntualità. Ancora più severo il giudizio sul coordinamento tra autobus e treni: per il 67,5% dei partecipanti i due servizi risultano poco o per niente integrati. Non sorprende quindi che il 47% degli intervistati indichi l’aumento delle corse come priorità assoluta per migliorare il trasporto pubblico locale, mentre il 15% chiede di rafforzare i collegamenti tra i diversi paesi della provincia.

L’indagine fotografa anche le abitudini di viaggio dei bellunesi. Tra le linee urbane del capoluogo la più utilizzata è la Verde, mentre in ambito ferroviario la tratta Belluno-Conegliano-Venezia è quella maggiormente frequentata, davanti alla Belluno-Feltre-Padova. Tra i servizi esaminati compare anche Trillo, il trasporto a chiamata. Oltre la metà dei partecipanti, il 55,6%, non lo ha mai utilizzato e, tra coloro che lo conoscono, prevalgono i giudizi negativi.

Il sondaggio affronta poi il tema della mobilità alternativa. Il 57% degli intervistati non ha mai preso un taxi nel Bellunese e, tra chi lo ha utilizzato, quasi tre persone su quattro ne danno una valutazione insufficiente. Il costo è il principale elemento critico. Da qui l’interesse verso nuove formule di trasporto. Un servizio di noleggio con conducente prenotabile tramite app, sul modello di Uber, viene considerato utile dal 62,5% degli intervistati e il 71% dichiara che lo utilizzerebbe. «Il taxi in provincia lo usano in pochi e chi lo usa lo trova caro», osserva l’associazione. «Un servizio con conducente da prenotare tramite app potrebbe coprire le ore e le zone in cui il bus non passa. Pensiamo soprattutto alla sera, quando un ragazzo che vive in un paese della provincia e non dispone di un passaggio in auto fatica a tornare a casa». Proprio i collegamenti serali rappresentano una delle richieste più sentite dai giovani: bus serali e corse notturne raccolgono complessivamente il 57,5% delle preferenze.

Nonostante le numerose criticità evidenziate, dal questionario emerge anche un segnale positivo. Se il servizio migliorasse, ben 356 intervistati su 421, pari all’84,6%, affermano che utilizzerebbero più spesso autobus e treni. Solo 17 persone dichiarano che non cambierebbero le proprie abitudini. «La domanda di trasporto pubblico c’è, ed è fatta in gran parte di studenti e lavoratori», conclude Generazione Europa Belluno. «A giugno la Regione ha confermato che il bacino del trasporto bellunese resterà autonomo e non sarà accorpato a quello di Treviso. Le scelte sul servizio si fanno quindi qui e porteremo questi risultati alle istituzioni, a partire dal presidente della Provincia Marco Staunovo Polacco».

I risultati completi dell’indagine sono stati raccolti in un opuscolo di 24 pagine realizzato dall’associazione e che sarà ora utilizzato come base per il confronto con gli enti locali sul futuro della mobilità pubblica nel territorio bellunese.Proponi un titolo più incisivoScrivi occhiello e sommarioRiduci l’articolo mantenendo dati e dichiarazioni

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