Miglioramento della viabilità: il “sogno” vale 1 miliardo 386 milioni di euro

Miglioramento della viabilità: il “sogno” vale 1 miliardo 386 milioni di euro

Premessa doverosa: il disegno completo – una trentina di opere, oltre 80 chilometri di interventi sulla rete viaria esistente, diverse gallerie – è un libro dei sogni. Non potrebbe essere altrimenti: vale 1 miliardo 386 milioni di euro. Ma pezzettini del disegno completo, tessere del mosaico, sono fattibili. Soprattutto se oltre il Fadalto passerà l’idea che viabilità e infrastrutture sono a tutti gli effetti strumenti contro lo spopolamento delle terre alte. È così che la vede la Provincia, che ieri (martedì 2 novembre) ha approvato un atto di indirizzo in cui recepisce proprio il piano di miglioramento della viabilità. 

L’IDEA

Il piano è stato predisposto dall’Unione montana Agordina. «Un lavoro partito da lontano, ancora nel 2017» ha spiegato in consiglio provinciale il consigliere delegato alle infrastrutture, Fabio Luchetta. In effetti, i territori esclusi dalle grandi opere previste per Mondiali 2021 e Olimpiadi 2026 so sono trovati uniti nel timore di vedersi tagliati fuori. E hanno prodotto un documento con una serie di interventi ritenuti molto importanti. 

Ci sono diverse operazioni sulla Sr 203 Agordina, per esempio. Dalle varianti di Cencenighe, Alleghe e Livinallongo, alla messa in sicurezza dei tratti prima di Agordo. C’è la variante di Mel e viene inserito anche un collegamento rapido tra Feltre e la Pedemontana, con messa in sicurezza della Feltrina. E poi ci sono la galleria di Cadola, il nuovo ponte sul Piave a Belluno (in sostituzione del Bailey), il ponte di San Pietro in Campo (tra Levego e la Veneggia). E molte altre opere. 

L’INDIRIZZO

La Provincia ha approvato il piano complessivo. Con un atto di indirizzo che ha un obiettivo dichiarato: ragionare da territorio unico, con una scala di priorità. «Così, quando ci saranno le risorse, avremo le idee chiare su come e dove intervenire – ha detto il presidente Padrin -. Se miglioriamo la qualità delle strade e dei collegamenti, ne trarranno beneficio i residenti e anche le imprese. Le infrastrutture possono contrastare lo spopolamento, perché garantiscono servizi».

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