Lavoro e imprenditoria reggono. A dispetto di quanto si potrebbe immaginare, non sono molte le serrande abbassate negli ultimi mesi. Anzi, c’è chi ha provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo e ha avviato una nuova attività. Di fatto, il numero di imprese al 31 marzo è quasi identico a quello del 31 dicembre. Solo 18 “morti” in più rispetto a fine anno. Che visto il periodo, sono pochi. La quiete prima della tempesta? Può darsi. Anche se curva in discesa della pandemia si porta dietro aspettative di ripresa.
LA SITUAZIONE
A tastare il polso all’economia locale è l’ufficio studi della Camera di Commercio Belluno-Treviso. Dati alla mano, la demografia d’impresa dice che in provincia alla fine del primo trimestre 2021 risultano 13.730 imprese, in linea con lo stock di fine anno (-18 unità) e in netta controtendenza rispetto a quanto successo su base trimestrale nello stesso periodo di un anno fa (-182 imprese rispetto a dicembre 2019). Le imprese artigiane, pari a 4.672 unità, rappresentano il 34,0% del totale complessivo e sono diminuite di 30 unità rispetto al 31 dicembre 2020.
CHI SOFFRE DI PIÙ…
La contrazione più importante è accusata dal manifatturiero (-24) in linea con la variazione trimestrale delle annualità precedenti: la metalmeccanica è il comparto maggiormente penalizzato (-8) insieme a quello del legno-arredo (-6). Ma calano anche le imprese delle costruzioni (-10), seppur in attenuazione rispetto alle variazioni congiunturali negative delle annualità precedenti.
E il turismo? In calo alloggio e ristorazione (-7) ma in misura ridotta rispetto al 2020 (-21). Segnale d’allarme anche per parrucchieri ed estetiste: chiusi 10 negozi in tre mesi.
… E CHI DI MENO
Invariata la consistenza del settore agricoltura (+1) che un anno fa perdeva invece 25 sedi. Sostanzialmente stazionario il comparto del commercio (+5) in controtendenza rispetto all’anno precedente (-72). In crescita i servizi alle imprese (+17) supportati fondamentalmente dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+13).





