Tutta l’Ulss Dolomiti, con l’esclusione dei capoluoghi di Belluno e Feltre, è stata riconosciuta come “zona disagiata” per i medici di Medicina generale: il motivo? È legato al potenziamento della sanità territoriale.
Per riconoscere il differenziale del vivere e lavorare in montagna e per migliorare la capacità attrattiva del territorio, l’Ulss ha stabilito un ulteriore riconoscimento per i dottori che operano in tutti i comuni della provincia (tranne Belluno e Feltre, la cui una densità abitativa è sopra i 200 ab/kmq).
L’investimento complessivo dell’Azienda, infatti, è di 721 mila euro aggiuntivi rispetto a quanto già stanziato lo scorso marzo per il riconoscimento delle zone “disagiatissime”, che sono state confermate.
«Più che “disagiata” , direi che la provincia di Belluno è “speciale” – commenta il commissario Dal Ben -. Una buona sanità parte dall’impegno diffuso di chi è in prima linea, in questo caso dai medici di Medicina generale, che rappresentano il primo riferimento per il cittadino sul territorio. Questo ulteriore incentivo, che di fatto riconosce i maggiori costi che si devono affrontare in montagna per erogare i servizi, spero possa essere da stimolo concreto, al di là delle parole, per nuovi professionisti a scegliere la bellezza delle Dolomiti per vivere e lavorare a servizio di queste comunità».
Prosegue, inoltre, il percorso nella medicina di prossimità per dare sempre più servizi vicino a casa. Dopo l’acquisto degli ecografi di Santo Stefano, Longarone, Belluno e Feltre, è stato approvato anche l’acquisto di spirometri per la medicina di famiglia.
Inoltre, d’accordo con il Comitato dei Pediatri, sono stati modificati gli ambiti territoriali, unendo l’ambito di Auronzo e Comelico per rendere così più attrattiva, come numero di assistiti, la zona dove comunque è stata trovata una soluzione soddisfacente per garantire l’assistenza pediatrica.
«Ricordo che i medici di Medicina generale sono liberi professionisti, non dipendenti – conclude Dal Ben -. L’Azienda, da parte sua, sta dando ai professionisti, con coraggio, il massimo supporto possibile sia economico che logistico».





