Mauro Corona dà “carta bianca” al bob: «Se non lo facciamo, siamo ridicoli»

Mauro Corona dà “carta bianca” al bob: «Se non lo facciamo, siamo ridicoli»

I larici di Cortina sembrano essere l’elemento più importante delle ultime settimane. Trincea degli ambientalisti, tanto da portare Mario Brunello a suonare il requiem per il bosco. Ultimo baluardo da difendere contro la costruzione della pista da bob. Eppure, proprio in questi giorni fa notizia la posizione di Mauro Corona che dopo aver sostenuto per anni l’importanza dell’ambiente naturale e della montagna autentica, senza mezze misure ha detto che poco importa dei larici.

Lo scrittore ertano sostiene fino in fondo la pista da bob. Lo ha ribadito pochi giorni fa a “Uno, nessuno, cento Milan”, trasmissione del mattino di Radio24, condotta da Alessandro Milan.

«Le Olimpiadi bene o male portano movimento, portano qualche soldo» ha detto chiaramente Corona. «Mi dispiace per i larici, ma la facciamo questa Olimpiade o non la facciamo? Se la facciamo non dobbiamo renderci ridicoli e quindi non avere i mezzi, non avere i trampolini, non avere le piste da bob».

L’idea di Corona è chiarissima: «Perché siamo scarsi anche nel bob e vincono sempre i tedeschi? Perché non abbiamo impianti per allenarci. Come fa un ragazzo che ha passione a non trovare il posto per allenarsi?».

Lo scrittore è tornato anche su un concetto sostenuto più volte, quello di lasciare la montagna a chi la abita e non a chi viene da fuori, riferimento velato anche ai tanti ambientalisti da salotto che in questi giorni popolano Cortina per protestare contro il bob.

«Io vorrei fondare una società che protegga la montagna dai protettori della montagna, che hanno il sedere a Milano o a Roma, però decidono cosa si deve fare o cosa non si deve fare» ha detto Corona. «Il mio grande amico e maestro Mario Rigoni Stern, soleva dire che la montagna va adoperata, con intelligenza e rispetto, ma va adoperata. La montagna è di chi abita lì, non di chi vive in ferie quindici giorni negli alberghi a quindici stelle con le jacuzzi. Quindi con intelligenza e rispetto, ma vanno creati posti di lavoro».

Quindi avanti tutta con la pista da bob. «Vogliamo usarla la montagna per sopravvivere o no? Ora Cortina non ha bisogno di soldi perché ne ha anche troppi, ma una pista da bob lì significherebbe averla dopo per gli allenamenti, anche d’estate perché sono refrigerate, e quindi creare un indotto che porta atleti da fuori».

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