Il grido è disperato. Da tempo. Mancano autisti per il trasporto pubblico locale. Solo che adesso l’assenza pesa come un macigno, perché salta il servizio di ski bus, dei pullman di collegamento con le piste da sci. E per una provincia con la vocazione del turismo, in una stagione che dovrebbe essere di rilancio dopo lo stop di un anno intero del “circo bianco” causa Covid, è un problema non da poco. Anche perché al di là delle Dolomiti – dagli autonomissimi Trento e Bolzano – mica cala il livello di servizi…
IL RISCHIO
Che succede? Che alla Dolomitibus manca all’appello una dozzina di autisti. Sicché le navette per gli sciatori, che di solito partono proprio a ridosso del Natale, saranno costrette a stare ferme. E gli sciatori? E i ragazzi degli sci club? Bella domanda. La risposta al momento non c’è. Ma il rischio di veder saltare il servizio è altissimo.
I SINDACATI
A lanciare – anzi, rilanciare – l’allarme sono i sindacati, Filt Cgil e Uil trasporti.
«Da tempo sosteniamo con fermezza come il tema dei trasporti abbia una portata generale e come serva una visione strategica complessiva, pena la sopravvivenza dell’intero territorio. Lo abbiamo sostenuto nella prima fase dell’emergenza Covid, chiedendo di ripartire con il servizio e di rinunciare alla cassa integrazione, lo abbiamo ribadito con la riapertura delle scuole e con l’entrata in vigore del green pass. Lo diciamo ancora una volta oggi, con la stagione sciistica alle porte e con il problema di non riuscire a garantire il servizio ski bus» scrivono in una nota Alessandra Fontana e Federico Cuzzolin.
«Mancano autisti. Il grido di allarme lanciato da più parti. Niente di nuovo. Da anni, nei confronti con l’aziende, ai tavoli istituzionali evidenziamo le cause, che da parte nostra, non rendono più appetibile un lavoro che per molti anni ha rappresentato un’eccellenza, soprattutto nel nostro territorio. Si tratta di ragioni che partono da lontano, da una contrattazione nazionale bloccata da troppo tempo. Questo lavoro dunque non è remunerativo, economicamente non competitivo. Chi decide di fare l’autista, sappia, non lo farà per i soldi. Tanto meno a Belluno».





