«Presenterò una mozione sulla questione lupo. Se si resta a guardare, il rischio è di veder cancellata l’agricoltura di montagna».
Ad affermarlo è il senatore e responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo. E le parole all’indomani della predazione da parte del lupo nell’area del Feltrino: «C’è un Piano Lupo pronto per la discussione in Conferenza Stato-Regioni, ma la scelta di non decidere del ministro Patuanelli e l’assoluto disinteresse al tema da parte del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani hanno portato a un pericoloso stallo – continua De Carlo -. Non si decide nulla per non urtare chi pensa che non serva una gestione della fauna selvatica e che questo compito tocchi a Madre Natura. Nel frattempo, per colpa di questa deriva ideologica, migliaia di allevatori in tutta Italia sono in estrema difficoltà, nonostante gli investimenti in cani e recinti, mentre il mondo dell’agricoltura vede cinghiali e altra fauna selvatica devastare le proprie colture».
De Carlo raccoglie così le preoccupazioni emerse anche dalle associazioni di settore. In particolare, da Ettore Prandini di Coldiretti a Massimiliano Giansanti di Confagricoltura: «È impensabile poter mantenere in ordine e in sicurezza i territori montani e fare agricoltura in un posto già difficile di suo se lo Stato non aiuta con le norme a sua disposizione e, anzi, si dimostra quasi ostile. Non si può restare fermi mentre il mondo dell’agricoltura continua a subire perdite: il rischio è la fine dell’agricoltura in montagna».





