Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco il settimo capitolo
D come Democrazia delle api: in questi tempi di guerra, il tema capita non a caso. Le api, con la loro saggezza e struttura, sono sempre state d’esempio. Nella sua semplicità, questo insetto straordinario ancora una volta stupisce per il suo senso democratico che guida e ispira l’alveare.
Come noto, la famiglia delle api è detta matriarcale essendo composta per la maggioranza da individui femminili: una regina, migliaia di api operaie e qualche centinaio di individui maschili, i fuchi. L’opinione comune è che sia la regina a governare l’alveare, ma numerosi studi recenti sfatano questa convinzione popolare. Perché la struttura vivente, detta super organismo, è in realtà un insieme di api in continuo dialogo: tanto è vero che ricevono e condividono informazioni relative ad azioni, fioriture, pericoli esterni…
Ogni ape giudica l’informazione o l’azione che sente maggiormente appropriata, senza dare molta importanza a interessi particolari (non esiste l’individualismo) o al giudizio di altri esperti. Queste scelte vengono poi aggregate dalla colonia intera che, con un processo interno di democrazia collettiva e partecipativa, darà origine a un accordo frutto della fusione graduale di opinioni sulle idee migliori. E sempre per il bene comune.
Ma facciamo un esempio pratico: quando uno sciame uscito dall’alveare si appoggia sul primo albero nelle vicinanze, manda subito in avanscoperta centinaia di api esploratrici, la cui missione è quella di ricercare e trovare i luoghi adatti alla nuova nidificazione (nel caso non venisse raccolto dall’apicoltore). Le informazioni sulle migliori dimore (per esempio un tronco cavo, un camino o una fessura in un muro) saranno quindi trasmesse alle sorelle tramite danze più o meno vigorose indicandone distanza e direzione; nel tempo seguiranno voli di altre api che confuteranno le informazioni ricevute: migliore sarà la proposta, maggiore sarà il numero di sostenitrici che scarterà le altre alternative e indurrà lo sciame a spiccare il volo verso la nuova dimora scelta.
Un esempio di democrazia collettiva che riduce al minimo l’importanza di un leader forte a favore di una saggezza collettiva.
Che sia d’esempio per il genere umano.
Buona “Api-cultura”!
Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico
Foto tratta da “Mondo api”





