L’anno del 60° chiude in positivo per la Fondazione Vajont: 150mila visitatori

L’anno del 60° chiude in positivo per la Fondazione Vajont: 150mila visitatori

150mila. 6mila. 43. Sono i numeri rilevati la scorsa settimana dal cda della Fondazione Vajont nel 2023.

«Numeri che testimoniano non solo il grande lavoro svolto nell’ultimo anno in relazione al 60° anniversario del disastro, per l’impegno titanico nella pianificazione, organizzazione e realizzazione degli eventi e delle cerimonie a 60 anni di distanza dal 9 ottobre 1963, culminate con la visita del presidente Mattarella e chiuse con eccellente professionalità ma che indicano anche la strada per il futuro» commenta il presidente della Fondazione e sindaco di Longarone, Roberto Padrin. «La memoria infatti deve andare di pari passo con la diffusione della conoscenza di cosa è stato il Vajont. E i flussi generati dal 60° anniversario hanno contribuito fortemente in tal senso, con la partecipazione attiva di altri soggetti, quali il Parco Regionale delle Dolomiti Friulane e delle Pro Loco locali».

150mila, quindi, sono i visitatori stimati che confermano l’interesse per il significato che il Vajont rappresenta, ormai, nell’immaginario collettivo, che hanno raggiunto Longarone e gli altri luoghi simbolo del Vajont durante le cerimonie del 60° (occorre sottolineare che la zona della diga, in Friuli Venezia Giulia, è il secondo luogo più visitato della regione dopo il Castello di Miramare).

43 sono stati gli eventi organizzati direttamente dalla Fondazione Vajont per celebrare l’anniversario 2023. 6mila – da ultimo – sono gli euro: ovvero la cifra con cui il bilancio della Fondazione chiude in utile l’anno, in leggero aumento rispetto al 2022, nonostante un impegno quintuplicato per l’organizzazione del 60°.

«L’impegno organizzativo, dello scorso anno è stato, in effetti, particolarmente impegnativo, e allo stesso tempo emotivo. Cito soltanto l’immagine del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, commosso tra le lapidi del cimitero monumentale di Fortogna, e la dedica del viale dei soccorritori l’8 ottobre 2023, quando a Longarone arrivarono centinaia di ex soccorritori, per un abbraccio solidale che in qualche modo ha chiuso il cerchio di un dolore rivissuto 60 anni dopo, e anche di una solidarietà che continua tuttora» ricorda il presidente Padrin. «Nel 2023 c’è stato anche l’inserimento nel Registro della Memoria dell’Unesco dell’archivio “processuale del Vajont” che da un paio di mesi  è consultabile sul portale online dell’Archivio Digitale del Miur, dopo la digitalizzazione di tutti i documenti digitalizzati dalla Fondazione Vajont a proprie spese e posizionato anche sul proprio sito web (www.fondazionevajont.org).

Lo scorso anno, la frana del monte Toc è stata inserita nella lista dei 100 geositi più rappresentativi della Terra secondo International Union of Geologica Sciences. Il programma del 61° anniversario non raggiunge le vette toccate un anno fa, ma con diversi eventi ci consente di tener viva la Memoria e di alimentare quella conoscenza del Vajont che incarna la nostra storia».

«Il lavoro svolto con impegno dalla Fondazione è stato frutto di una grande sinergia con l’amministrazione comunale e le associazioni del territorio» sottolinea il direttore della Fondazione, Mauro Carazzai. «Il coinvolgimento attivo e anche emotivo della comunità di Longarone ha rappresentato il valore aggiunto dell’impegno su un percorso che definire intenso sarebbe riduttivo».

Nella recente assemblea è stato insediato il nuovo consiglio di amministrazione, con la conferma per indicazione statutaria del sindaco di Longarone, al quale si aggiunte nella figura di vice presidente l’ingegner Fabio Coppiardi (nomina Enel). Gli altri componenti sono la dottoressa Barbara Terenghi (nomina Edison), il geometra Marco Campus (nomina regionale) e l’ architetto Simone Osta (nomina comunale).

«Ringrazio il direttore Mauro Carazzai e tutti coloro che hanno collaborato nell’ottenere questi importanti obiettivi dalla Fondazione» commenta il sindaco Roberto Padrin. 

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