Un incarico di rilievo per Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno e vicepresidente di Lattebusche, nominato nei giorni scorsi a presidente regionale della sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Veneto. La nomina è arrivata a Mestre e segna un passaggio importante in una fase delicata per il comparto. Al suo fianco, come vicepresidenti, due giovani rappresentanti del settore: Matteo Marcolin (Vicenza) e Luca Pegoraro (Padova).
Il nuovo presidente non nasconde le preoccupazioni per l’andamento del mercato. «Il settore sta vivendo una forte crisi – sottolinea Donazzolo – probabilmente legata a un’eccessiva offerta di prodotto, ma anche a dinamiche speculative». A destare allarme è soprattutto il crollo delle quotazioni del latte crudo “spot” nazionale, scese a poco più di 26 centesimi al litro, a fronte di costi di produzione che superano ampiamente il doppio. «Nel luglio scorso i prezzi erano intorno ai 70 centesimi – osserva – e questo rende evidente il livello di preoccupazione che attraversa il mondo degli allevatori».
In Veneto e nel Bellunese, oltre il 60% della produzione passa attraverso il sistema cooperativo – realtà come Lattebusche, Soligo e Latterie Vicentine – che trasforma gran parte del latte in formaggi Dop, il cui prezzo per ora tiene. «Ma scendere sotto i 50 centesimi al litro – avverte Donazzolo – significa mettere a rischio l’intero sistema».
Gli allevatori chiedono controlli più stringenti sull’origine del latte etichettato come italiano e sollevano dubbi sulla legittimità di contratti con prezzi sotto costo o disdette unilaterali senza preavviso. «Le aziende hanno investito molto per ammodernare le stalle e adeguarsi alle norme sul benessere animale – rimarca –. Le strutture medio-piccole rischiano di non reggere l’urto. Serve un intervento politico per riequilibrare la filiera: gli allevatori perdono redditività, mentre i consumatori non vedono riduzioni dei prezzi».
Lo sguardo si allarga anche all’Europa. Confagricoltura aderisce alla manifestazione promossa per il 20 gennaio a Strasburgo contro l’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur. «Senza il principio di reciprocità – conclude Donazzolo – l’agricoltura europea rischia una concorrenza sleale da produzioni con standard ambientali e qualitativi più bassi. In gioco non ci sono solo i seminativi, ma anche molte nostre Dop».
Il Veneto conta 2.300 aziende da latte, con circa 200 mila capi e un fatturato annuo superiore ai 600 milioni di euro. In Italia il comparto garantisce il 95% del latte richiesto dal mercato interno, con una parte significativa dei prodotti trasformati destinata all’export. Numeri che raccontano il peso strategico di un settore oggi messo seriamente alla prova.





