La Magnifica Comunità di Cadore promuove un ricco calendario di appuntamenti estivi. Il tutto rientra nel network Reteventi cultura 2021 della Provincia di Belluno per favorire la scoperta e la conoscenza del territorio, in collaborazione con la Fondazione Museo dell’Occhiale e Bim Comuni del Piave, con il contributo della Fondazione Cariverona.
Il progetto “Itinerari in rete: per un turismo culturale in Cadore” è stato avviato lunedì scorso con i laboratori di tintura e manipolazione della creta per ragazzi “Sogni nel vento” (proseguiranno fino al 15 luglio) al Museo Algudnei di Dosoledo e si concluderà sabato 2 ottobre con la visita animata “Perarolo-Termine: in viaggio verso il porto di Codissago”, nei pressi del Museo del ciondolo di Perarolo e a Termine. Nel mezzo si collocheranno oltre 20 proposte, che animeranno la stagione turistica in Cadore: visite guidate agli eventi espositivi del territorio, approfondimenti storici, laboratori ludici e didattici per ragazzi, passeggiate culturali, appuntamenti musicali, curiosità e occasioni per riscoprire antichi mestieri e peculiarità del contesto cadorino.
Un programma interdisciplinare che si rivolge ai turisti, quindi, ma anche ai cadorini, agli adulti così come ai bambini e ai ragazzi.
Per i prossimi eventi in calendario, bisognerà attendere il weekend: a cominciare dall’inaugurazione della mostra – dossier “La Battaglia di Cadore. Storia, contesti, copie da Tiziano”, domani (sabato 10 luglio), che prevede un’introduzione alle 17 nella sala consiliare della Magnifica e, successivamente, la visita all’allestimento nella Casa natale di Tiziano Vecellio, a cura della storica dell’arte Letizia Lonzi e dal responsabile dell’Archivio storico Antonio Genova. Poi, domenica 11 (ore 17) la visita guidata all’aperto “I lazzaretti degli animali” a Cibiana di Cadore, a cura di Rossana Vitale d’Alberton, scrittrice e appassionata di storia veneziana (tra i suoi libri si ricordano “Aspetti della politica sanitaria della Serenissima: anni 1723-1797” e “Il vessillo del magistrato alla sanità di Venezia nel territorio della Magnifica Comunità”), per scoprire come l’epidemia del 1755 costrinse Venezia ad adottare in Cadore le stesse regole di quarantena adottate tradizionalmente per le persone anche per gli animali, pericolosi veicoli di trasmissione.





