La zona arancione penalizza gli agriturismi: pioggia di disdette per Pasqua

La zona arancione penalizza gli agriturismi: pioggia di disdette per Pasqua

«Il Veneto è tornato arancione e per gli oltre 1.400 agriturismi veneti, che hanno stretto i denti guardando avanti, questa è l’ennesima mazzata che rischia di far chiudere tante strutture. Stiamo ricevendo una pioggia di disdette per le festività pasquali, che speravamo fosse l’inizio della rinascita. Invece ripiombiamo nell’incubo di un anno fa».

Leonardo Granata, vicepresidente nazionale e presidente regionale di Agriturist (l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura), dà voce all’amarezza degli agriturismi, già stremati da un 2020 difficilissimo che, tra lockdown e Italia a colori, ha causato perdite fino al 70%. Ora la nuova chiusura manda in fumo anche le prenotazioni pasquali. 

«La Pasqua e i ponti del 25 aprile e del 1° maggio segnano il via della stagione negli agriturismi italiani – dice Granata (in foto) -. Un comparto che a livello nazionale occupa circa 100.000 addetti e ospita, annualmente, 3-4 milioni di arrivi per un totale di 13,4 milioni di presenze. Perciò eravamo confortati nel vedere arrivare le prenotazioni per le vacanze pasquali, sia per la ristorazione che per il pernottamento, anche se erano soprattutto a carattere locale e di breve durata. Quello che ci preoccupa ora è non solo la perdita della primavera, che sarebbe stata una boccata d’ossigeno dopo tanti mesi di chiusura, ma il rischio che vengano azzerate anche le prenotazioni per il periodo successivo, perché in questa situazione di grave incertezza gli ospiti e i turisti non si arrischiano nel progettare le vacanze. Siamo demoralizzati, perché torniamo nel buco nero del 2020: niente più fine settimana in campagna, stop ai banchetti per matrimoni e comunioni. Ci resta solo l’asporto e l’ospitalità per i lavoratori, ma è poca cosa».

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